Massimo Boldi replica a Blogosfere: "A Natale mi sposo è un film popolare, la volgarità è un'altra cosa"

Ve la racconto, così come è andata. “Buonasera, Blogosfere. “Buonasera, sono Massimo Boldi. Non era uno scherzo. Non è uno scherzo. Il buon Massimo ha voluto discutere con noi del post-recensione sul suo film “A Natale mi sposo” pubblicato qualche giorno fa. “Perché quando vengo criticato, mi piace discuterne, soprattutto con i blogger che sono il popolo del web”. Tanto di cappello al cipollino nazionale.

Allora si comincia? “Non vedo l’ora” dice Massimo.

Non ci giriamo intorno, il nostro blogger Alessio non ha gradito il film. “Ne prendo atto – ci spiega Boldi Ma questo è un film popolare, che deve far ridere e sorridere. Chi va al cinema a vedere i miei film vuole passare due ore serene. Penso ai grandi comici del passato: Sordi, Totò, Ciccio e Franco, Manfredi, Tognazzi, Vianello, Villaggio e Pozzetto. penso ai grandi registi come Steno, Monicelli, Risi e Scola. Facevano film popolari, film per la gente. La critica è sempre pronta ad attaccare, poi quando uno muore viene celebrato. Non mi sembra giusto”.

Però nel post si dice anche che le persone presenti ridevano (qui i video della conferenza stampa) e alla fine si dicevano soddisfatti della visione. “Questo è ciò che conta – spiega Boldi con grande serenità – Mercoledì il film ha incassato oltre 750mila euro. I dati Cinetel parlano chiaro: siamo a sette milioni di euro di incassi. Stiamo facendo meglio anche di Rapunzel. I numeri sono dalla nostra parte”.

A questo punto approfondiamo il discorso. Perché i cinepanettoni guadagnano molto, ma spesso sono criticati? “Noi puntiamo al sorriso. Non c’è nessun messaggio particolare nel film, questo è inutile negarlo. Creiamo una storia che faccia ridere, mixiamo i personaggi del momento e inventiamo situazioni al limite. Le battute sono il sale della pellicola. Fare cose nuove è difficile. Ormai è stato fatto tutto. Sarebbe bello trovare delle sceneggiature nuove, innovative, da sviluppare. E poi tornando sulle polemiche del vostro post penso ai ragazzi. Loro vedono i miei film anche due o tre volte. Ridono e poi si ricordano le battute. Questo è un punto a nostro favore cipollini (testuale, ndr)”.

Il post è anche piuttosto duro. Si parla apertamente di volgarità gratuita: “Sono fermamente convinto che la volgarità stia di casa da un’altra parte – prosegue Boldi E’ un film semplice con qualche battuta sopra le righe. Ma essere volgari nel 2010 vuol dire fare e dire cose diverse da quelle che ci sono nel film. La volgarità ci raggiunge tutti. Grandi e piccoli. E’ ovunque, in televisione o per la strada. E aggiungo: gratuitamente. Ce la regalano quotidianamente, ma nessuno dice niente. Quella che cita Alessio nel nostro film è una libera scelta. Ti pare poco? Teniamo conto che poi una parolaccia detta al cinema fa ridere. Ricordati che nel 1959 Steno e Monicelli, nel film “La grande Guerra”, facevano dire per la prima volta al cinema da Vittorio Gassman al tenente delle SS: “Mi… te disi un bel nient, tè capì… facia de merda…”. Quella battuta generò una risata liberatoria. Rideva tutta l’Italia del dopoguerra. Fu storico e indimenticabile”.

Poi una stoccata al nostro blogger: “Alessio dice che adora i film Horror e di sangue… E CHI SE NE FREGA… NON CE LO METTIAMO? – se la ride di gusto il buon Massimo, che aggiunge – Chiaramente scherzo. Però, vogliamo parlare dei fatti noti a tutti con insistenza in ogni programma televisivo? Questi formano sì, orrore e ripugnante rifiuto. Il nostro è solo divertimento”.

Una difesa accorata. Bello poterne parlare con te (ci permettiamo il tu) senza filtri. “Assolutamente. Stiamo discutendo proprio perché c’è una linea sottile tra chi fa una cosa e chi la giudica. Tra chi fa un film e chi ne scrive. Ci sono critici importanti che hanno promosso “A Natale mi sposo”. E’ stato definito un film senza messaggi, ma piacevole. Poi c’è chi lo ha bocciato, ma è il gioco delle parti. Io lo accetto, ma non mi fermo alla lettura. Ringrazio chi ci premia e voglio capire il pensiero di chi parla in modo negativo. In fondo internet è un mezzo straordinario proprio per questo. Mi piazzo davanti al pc e ho una finestra sul mondo seduto comodamente in poltrona. Fantastico”.

Il bello del web è proprio questo: un mondo di conversazioni. E qualche bella sorpresa inaspettata. Alla prossima, Massimo. “Ciao cipollini! Fate i bravi”. Ci proviamo. Promesso.

Silvio De Rossi on Facebook and Twitter

Scritto da Style24.it Unit
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