Marchionne l’aguzzino dei lavoratori (fino a ieri un eroe dei media

Marchionne licenzia 19 operai per rappresaglia contro la sentenza della magistratura su Pomigliano, si rimangia la promessa dei 20 miliardi di investimenti e tratta dall’alto in basso il governo: eppure era l’eroe dei politici e dei media

Ma ve li ricordate gli osanna bipartisan e trasversali a Sergio Marchionne, quando realizzava l’impresa dell’acquisizione di Chrysler – con i soldi del contribuente americano – e prometteva niente meno che 20 miliardi di investimenti del gruppo in Italia? Vi ricordate dei soliti maestrini saccenti dei giornali, che con il ditino puntato contro la Fiom spiegavano l’anacronismo di lottare per i propri diritti quando il padrone buono prometteva tutti quei soldi, quando i politici improvvisati alla Renzi si schieravano senza sé e senza ma con la Fiat, quando il nostro veniva unanimemente dipinto come eroe nazionale, di più: dei due mondi, come un novello Garibaldi? 

Tutto ciò passando sopra, anzi direi mettendo vergognosamente sotto silenzio, l’odiosa discriminazione sindacale di Pomigliano, quando furono esclusi dalla riassunzione tutti gli operai iscritti alla Fiom, con una decisione non solo anticostituzionale ma anche dall’inquietante sapore reazionario.

Ma per fortuna c’è un giudice a Roma, che ha espresso una valutazione coerente in ben due gradi di giudizio, per ordinare al gruppo torinese (o americano, fate un po’ voi) di reintegrare 19 lavoratori della Fiom, scelta a cui per rappresaglia – ormai siamo a questo – Marchionne ha fatto seguire la messa in mobilità di altrettanti lavoratori. E siamo alla cronaca di ieri, anche se sembra l’Inghilterra dell’Ottocento dei capitalisti spietati raccontata da Charles Dickens, o quella a noi più familiare del ventennio fascista.

Negli ultimi tempi però, alla buon’ora, si comincia a sollevare qualche perplessità sull’eroico Marchionne, anche perché le performance del gruppo rimangono modeste e dei famosi 20 miliardi promessi è ormai certo che non se ne farà nulla. E così il governo che si autodefinisce “maledetto” – ma che la parte più ricca del Paese ha dichiarato più volte di considerare una manna dal cielo, e non certo a torto – ha cominciato a balbettare timidamente, per bocca dei ministri Fornero e Passera; i cultori del libero mercato e dell’imprenditore dei due mondi tacciono imbarazzati e i politici da quattro soldi alla Renzi dicono di “essere stati presi in giro”. Appunto, noi vorremmo una classe dirigente e una stampa che non si fa prendere in giro dal primo manager con pullover e puzza sotto il naso che passa!

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Scritto da Style24.it Unit
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