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Marchionne e lo sciopero per vedere l'Italia in tv: in questo paese solo le elites possono essere cialtrone?

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Alle orecchie di un italiano, o di chi conosce il nostro Paese molto bene, l'uscita dell'altro giorno di Sergio Marchionne, l'ad Fiat che ha bollato lo sciopero di lunedì scorso degli operai di Termini Imerese come pretesto per seguire in tv la partita della nazionale, non deve essere suonata niente affatto come una battuta irriverente o spiritosa, ma come una semplice e sconsolata constatazione della realtà.

Non c'è niente da fare, a parte qualche padano che pensa (letteralmente e metaforicamente) in tedesco, noi italiani siamo oziosi, levantini, furbetti, poco inclini allo stacanovismo e sempre pronti a fregare il prossimo. E, in definitiva, specialmente nel lavoro, abbastanza scansafatiche e cialtroni, almeno quanto siamo goderecci e spensierati nella vita privata. Il che non è per forza di cose un difetto assoluto, ma nell'epoca della concorrenza e del mercato certo non aiuta a primeggiare sugli altri paesi.

Solo che, occorre subito precisarlo, gli operai non sono certo gli unici a macchiarsi sistematicamente di sciatteria e cialtronaggine, anzi sono in ottima e trasversale compagnia, tanto che verrebbe da chiedersi chi in questo Paese possa permettersi di fare la morale agli altri senza cadere nella più imperdonabile delle ipocrisie.

Insomma vogliamo parlare della nostra classe imprenditoriale, familista, corrotta e corruttrice, avvezza a trattare con la politica e a vincere gli appalti a suon di mazzette, e a sopravvivere ai più clamorosi disastri industriali grazie agli aiuti di stato (che si criticano solo quando finiscono nelle tasche degli altri)? O che dire dei nostri politici, quelli che lavorano 16 ore alla settimana (9 al Senato), si fanno pagare appartamenti e puttane da quelli di cui sopra e poi hanno pure il coraggio di fare le battaglie contro i "fannulloni" del pubblico impiego?

Certo gli operai italiani non avranno l'etica del lavoro degli operai tedeschi o svedesi, ma se si volge lo sguardo verso le classi dirigenti, quelle che teoricamente dovrebbero anche dare l'esempio, il panorama non cambia neppure un po', anzi forse peggiora. Quindi mettiamoci d'accordo: o stabiliamo una volta per sempre che tutti abbiamo diritto di cazzeggiare o decidiamo davvero di rimboccarci le maniche, senza esclusioni di braccia. Però, che possano cazzeggiare solo quelli delle alte sfere e dagli altri si pretendano abnegazione prussiana e spirito di sacrifico nipponico, non esiste proprio.

(Nel video: un colloquio di lavoro molto… "italiano". Dal film Io, tu e Dupree).

Scritto da Style24.it Unit

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