Maneskin: “Eurovision censura il testo, ma noi faremo la rivoluzione”

"La vera rivoluzione è essere sé stessi. Il nostro album è forte: bisogna andare oltre la volgarità e la crudezza delle immagini", svelano i Maneskin.

Hanno cominciato tra le vie centrali della Capitale, poi si sono fatti conoscere (e riconoscere) a X Factor, fino al trionfo a Sanremo 2021 e il successo ottenuto grazie al grande pubblico. Più e meno giovani: i Maneskin hanno affascinato proprio tutti con il loro estro, la loro personalità travolgente, la grinta appassionata, la creatività esagerata. Dovevano partecipare a un concorso con gruppi emergenti e la band non aveva un nome: Maneskin è una parola danese (Victoria, la bassista, è di origini danesi) e quel nome ha portato fortuna, nonostante volessero cambiarlo.

Dopo la vittoria al Festival, i Maneskin sono già pronti ai concerti di dicembre ed entusiasti per il loro nuovo album, “Teatro d’ira – Vol. I”. I biglietti sono stati polverizzati nell’arco di poche ore: Milano triplica e i Maneskin per la prima volta saliranno sui plachi dei più importanti palazzetti italiani per un totale di 11 date. Un tour che li porterà persino all’Arena di Verona.

Il brano proposto a Sanremo, “Zitti e Buoni”, è già certificato disco d’oro. A distanza di due anni dal debutto con “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, il gruppo italiano più irriverente della scena musicale presenta il primo volume di un nuovo progetto più ampio che si svilupperà e arricchirà nel corso dell’anno. Un percorso ambizioso e in continuo divenire, partito dai singoli “Vent’anni” (disco di platino) e dall’inedito “Zitti e buoni”, che in pochi giorni ha raggiunto 18 milioni di streaming. Sono già stati contattati dai The Struts e hanno già inciso un singolo insieme: sarà una sorpresa fantastica per i fan.

Maneskin Teatro d'ira

Maneskin, “Teatro d’ira – Vol. I”

La nostra è un’ira catartica che serve a cambiare le cose. Abbiamo studiato tanto individualmente e abbiamo voluto far sentire con molta crudezza i nostri suoni. Il nostro precedente tour in Italia, a Londra e in giro per l’Europa ci ha formato e abbiamo identificato il nostro sound. Nasciamo live e moriremo live: il pubblico in strada ce lo siamo dovuti conquistare e continuiamo a farlo proponendo la nostra musica”. Comincia così la conferenza stampa dei Maneskin, che in esclusiva hanno presentano “Teatro d’ira – Vol. I”, il nuovo album in uscita da venerdì 19 marzo 2021. Il disco è stato registrato tutto in presa diretta al Mulino Recording Studio di Acquapendente, in provincia di Viterbo, dove si sono esibiti live per presentare alcune canzoni che compongono il nuovo progetto della band.

La loro musica si conferma un mix perfetto, armonico e coinvolgente di adrenalina allo stato puro, sound rock, potenza ed energia vocale. Nei singoli inediti presentati in esclusiva trapela avanguardia e innovazione, racconti intimi e personali.

Maneskin Teatro d'ira

Damiano, l’apprezzatissimo frontman del gruppo, commenta il loro ritorno con il secondo album. “Vogliamo far sentire tutti gli strumenti, scandendo ogni suono, e siamo soddisfatti del risultato. Abbiamo voluto coniugare rock e hip-hop. Dietro i nostri successi ci sono tanti sacrifici. Alterniamo inglese e italiano e vorrei andare oltre la volgarità e la crudezza delle immagini descritte in alcune delle nostre canzoni. Con certe parole vogliamo solo fare capire che ciascuno di noi ha molteplici sfaccettature, anche sessuali. Non dobbiamo incasellarci”.

Maneskin Teatro d'ira

In particolare, “In nome del Padre” è “uno dei pezzi più strong e non vogliamo essere accusati di blasfemia: facciamo musica con così tanta passione che per noi è sacrale, non ci stiamo proclamando di altezza aulica né facciamo musica religiosa. È questo il nostro messaggio”, ha precisato il cantante.

Maneskin Teatro d'ira

I Maneskin all’Eurovision

Commentando la modifica che hanno dovuto apportare al testo di “Zitti e buoni” in vista della loro partecipazione all’Eurovision, Damiano e il resto della band precisano:Non ci ha fatto piacere cambiare il testo. Noi non ci facciamo cambiare, ma abbiamo solo dovuto seguire le regole dell’Eurovision per evitare che ci squalificassero. È questione di buonsenso: dobbiamo togliere le parolacce e accorciare il brano, sarebbe stato presuntuoso non scendere a un compromesso. Bisogna anche rendersi conto della realtà dei fatti, siamo ribelli, ma non scemi”.

Maneskin Teatro d'ira

Quindi hanno ribadito: “La nostra rivoluzione è comunque in atto. Non vogliamo lasciarci incasellare, cerchiamo di rivendicare la nostra autenticità con il rock che portiamo a Sanremo, con la rivoluzione di quattro giovani che suonano strumenti analogici e fanno un album travolgente. Abbiamo scoperto di piacere indipendentemente dal canone del rock. La vera rivoluzione è essere sé stessi”.

Scritto da Asia Angaroni
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