L’Unione Sarda e la bufala sulla villa ai Rom: vergogna di stampa

Il quotidiano di Cagliari parla di una villa con piscina regalata dal Comune agli zingari e la notizia viene ripresa anche dal Tg5. Si tratta di una bufala clamorosa che il web riesce subito a sbugiardare, come per fortuna sempre più spesso succede

Mi è capitato di scrivere che l’Unione Sarda è un giornale buono solo per impacchettare uova. Sarei potuto essere molto più volgare, d’altra parte – e non è uno scherzo – io da anni lo utilizzo come lettiera per il cane, e devo dire che assolve perfettamente il suo compito.

Chi non è sardo si starà domandando perché tanta acrimonia contro un giornale. Bene, vi racconto una storia, di provincia certo, ma che nella sua esemplarità può suggerirci qualche utile riflessione di carattere generale su mass media e informazione.

La settimana scorsa il quotidiano sardo sparava in prima pagina un titolo choc: “Per gli zingari una villa con piscina a spese del Comune“. All’interno tanto di articolo in cui il cronista spiega come alcune famiglie Rom siano state sistemate in una sorta di resort di lusso, con piscina, giardino, aria condizionata e idromassaggio; “notizia” poi ripresa anche dal Tg5 – che purtroppo non può neppure essere adoperato come latrina per cani. Da qui polemiche furiose e, com’è facile intuire, il rinfocolarsi dei soliti sentimenti razzisti nei confronti della minoranza Rom, con le teste calde a minacciare sconquassi e spedizioni punitive.

Ora, a parte che anche gli zingari – che sono tutt’altro che nomadi e buona parte dei quali hanno la cittadinanza italiana – hanno diritto a delle sistemazioni dignitose, l’informazione on line ha per fortuna subito smontato il sedicente scoop dell’Unione, che si è rivelato una patacca clamorosa. La presunta villa è in realtà un vecchio rudere che il proprietario non è riuscito a vendere a nessuno, la piscina è ormai un vascone fatiscente senza acqua, l’idormassaggio ovviamente non funziona e il giardino è ridotto a un campo pieno di erbacce.

Non vorrei farla troppo semplicistica, del tipo carta stampata (e televisione) cattive e internet buona, ma ad essere intellettualmente onesti bisogna ammettere che la situazione non è poi tanto più complessa. I giornali, e ho la tentazione di non concedere eccezioni, sono degli strumenti di propaganda dei partiti, di una parte o dell’altra, in calo perenne di lettori e credibilità, che riescono a sopravvivere quasi esclusivamente grazie alle elargizioni di soldi pubblici gentilmente offerte dai politici. I quali, è facile intuire il circolo vizioso, pretendono di conseguenza una stampa addomesticata e amica.

Sul web, spesso con pochi soldi, accanto alle copie in digitale della stampa cartacea di cui sopra, agiscono una miriade di siti indipendenti, blog, gruppi dei social network, che si muovono senza padroni e sono liberi di raccontare tutto quello che vogliono, riuscendo spesso e volentieri – come nel caso appena raccontato – a smentire le verità ufficiali prodotte ad arte dalla stampa di regime. La conclusione? Lasciate i giornali nelle edicole (del resto li state già pagando con le tasse) e collegatevi a un computer. Per fortuna il futuro, ma in fondo anche il presente, dell’informazione è questo.

(In alto: un bambino Rom durante uno sgombero; fonte: Infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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