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Lo strano (e ridicolo) caso della date annullate del tour di Marco Carta

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Avviso ai naviganti, sto per parlare di Marco Carta. Anzi, non ne voglio parlare io, lascio la parola ad un articolo di Kataweb. Abbandono qualsiasi tipo di valutazione sulle capacità vocali, è una battaglia persa, e mi concentro su un altro punto: la gente non è stufa di essere presa per il culocon queste date annullate per eccesso di pubblico?

Ma per favore, i fans non hanno ancora capito che si tratta di un trucchetto per creare notizia intorno al cantante sardo? Se così non fosse dovremmo dare la colpa ad una organizzazione disastrosa. Non so quale "accusa" sia migliore per la società che gestisce le date del ragazzotto.

Si scelgono luoghi con pochi posti per poter avere il tutto esaurito. Nel caso, se ci sono problemi di ordine pubblico, si annulla la data. E la notizia finisce sui giornali. Non si scelgono posti grandi – come già successo a Roma, dove il concerto è stato spostato in un luogo più piccolo per riempire i posti, salvo poi annullare il tutto – perchè non ci sarebbe abbastanza pubblico.

Santi numi, che ridere. Me lo vedo proprio Vasco che annulla una data a San Siro per la troppa affluenza. Ma per favore, non facciamoci prendere in giro ogni volta. A questo punto – tornando allo strano caso di Marco Carta – le domande sono due, ed entrambe le risposte vanno a colpire i fans di Marco Carta ('mmazza, vi sto difendendo, avete visto?).

Ci troviamo di fronte ad una organizzazione inadeguata? Ci troviamo di fronte ad una tattica pubblicitaria? Bah. Mistero. Leggete l'articolo qui sotto. 

Undici maggio 2009. All’Atlantico di Roma – ex Palacisalfa, zona Eur – il concerto di Marco Carta viene interrotto dopo pochi minuti. Il locale è stracolmo e ci sono troppi bambini. Qualcuno, in sala, avverte malori e la polizia, temendo il peggio, ferma tutto. Carta, sconsolato, porge sentite scuse dal palco. “Ho sofferto tanto per loro – dirà qualche ora dopo -. La polizia mi ha detto che il concerto andava annullato. Non hanno voluto sentire ragioni. Ci sono rimasto male ma, per carità, c'era tanta affluenza, i bambini potevano farsi male”. L’affluenza, stando anche ai commenti delle “cartine” su blog e forum dedicati al cantante sardo, non era “tanta”. Era “troppa”. Ben oltre i limiti di capienza dell’Atlantico, che può contenere poco più di duemila persone.

La sera dell’undici maggio, invece, sono più di cinquemila gli spettatori stipati nel locale. Una folla notevole che, inizialmente, doveva essere ospitata dal vicino Palalottomatica (capienza: 9mila persone circa). Poi il promoter del concerto, Franco De Lucia, “ha avuto problemi organizzativi con il Palalottomatica” e ha deciso all’ultimo di spostare il live all’Atlantico. I fan di Carta sono arrabbiati e delusi. Gli organizzatori promettono di recuperare il concerto in estate. Così si conclude il pasticciaccio romano.

Tre giorni dopo (14 maggio) il vincitore di Sanremo ’09 si esibisce senza problemi al PalaRuffini di Torino. Il 15 maggio è a Milano. E anche qui tutto fila liscio. Il 16 maggio, invece, scatta un altro rinvio: lo show di Padova previsto per il 13 giugno slitta al 4 luglio per consentire “una migliore gestione dello spazio che permetterà di mettere a disposizione del pubblico anche posti numerati”. E non finisce qui. I fan di Carta infatti sono costretti a modificare ancora una volta la loro agenda. Per il concerto del 23 maggio previsto a Porto San Giorgio – in provincia di Fermo – riemergono i problemi legati alla capienza della location scelta.

I 3800 posti del Palasport di questa cittadina delle Marche, unica tappa nella regione del tour di Carta, non sono abbastanza per soddisfare le richieste dei fan del cantante sardo. Un vero peccato. Anche perché non c’è la possibilità di aggiungere un’ulteriore data (il 24 maggio Carta deve essere al Mandela Forum di Firenze). E così, a quattro giorni dal live di porto San Giorgio, la società che organizza il tour di Carta, la New Step, decide di annullare l’evento. È il 19 maggio 2009 e il concerto viene cancellato per “eccesso di richiesta”.

Si intuisce proprio questo dal comunicato stampa diramato dagli organizzatori: “Abbiamo ricevuto un’enorme richiesta di biglietti, decisamente superiore alla capienza dello spazio che avevamo scelto. Considerate le difficoltà emerse nella recente data di Roma proprio a causa della difformità tra capacità di accoglienza della struttura e le richieste di ticket in prevendita e verificata l’impossibilità di trovare un’altra location per la stessa data, abbiamo preferito non correre rischi e rinviare tutto”.

C’è qualcosa di “stonato” in queste dichiarazioni. Quante volte Vasco Rossi avrebbe dovuto annullare un live per “eccesso di richiesta”? E quante date servirebbero ai Radiohead per soddisfare le esigenze dei loro fan? Eppure non è mai successo che un loro “sold out” si fosse trasformato in un “canceled” perché la domanda di biglietti era superiore alla capienza di stadi e palazzetti.

Che la musica dal vivo sia una “merce scarsa” non è una novità. Sulla scarsità i soldi non si perdono. Semmai si fanno. E ciò che colpisce è proprio questo: perché la New Step ha messo in moto la complicata macchina del rimborso quando le sarebbe bastato, invece, svolgere il concerto di Carta già pianificato a Porto San Giorgio (rispettando il limite massimo di spettatori e lasciando fuori quelli senza biglietto) e organizzare un secondo appuntamento nelle Marche a estate inoltrata?

Ognuno investe i propri soldi come meglio crede, questo è fuori di dubbio. Ma quando questa domanda da addetti ai lavori interessa migliaia di fan, alcuni di questi provenienti da diverse località delle Marche e quindi con costi extra a carico, forse è il caso che qualcuno fornisca delle risposte sensate. Ecco perché abbiamo chiesto una spiegazione direttamente alla New Step. E questa, invece di chiarire l’accaduto, ha preferito passare la parola all’ufficio stampa di Milano della Warner, casa discografica di Marco Carta.

L’ufficio stampa, com’era logico attendersi, non ha potuto fare altro che ribadire, con identiche parole, ciò che la New Step aveva comunicato il 19 maggio, ricordando che il concerto all’Atlantico di Roma era stato messo in “crisi” da un ingente numero di bambini (i minori sotto una determinata soglia d’età potevano entrare gratis). A questo punto, messe da parte le ipotesi sui vantaggi/svantaggi economici legati all’annullamento di un concerto – a cui si è già fatto ampio riferimento – non restava che prendere in esame i problemi relativi alla sicurezza e all’ordine pubblico. Il commissariato di Fermo, che avrebbe dovuto provvedere alla sicurezza dell’evento, non ha influenzato in nessun modo l’annullamento del live di Carta.

Raggiunto al telefono il dott. Taschetti, dirigente del commissariato, è stato chiaro: “Sappiamo che l’evento è stato annullato per la richiesta eccessiva di biglietti, probabilmente gli organizzatori si sono preoccupati delle persone che sarebbero accorse senza biglietto”. La questura di Ascoli Piceno ha confermato le parole del dott. Taschetti. Si è trattato, insomma, di una scelta autonoma della New Step, di un’opera di prevenzione che ha un suo senso soltanto nel momento in cui i biglietti già venduti superano i posti a sedere e in piedi consentiti per legge. In caso contrario gli organizzatori non hanno nulla (o quasi) da temere. Sono le autorità che stabiliscono i rischi di ordine pubblico di un evento. E sono sempre le autorità che gestiscono l’afflusso a una manifestazione che preveda, nel caso di un concerto come in quello di una partita di calcio, la presenza massiccia di minori. Ciò che succede all’interno di un palazzetto o di uno stadio è legato al rispetto delle norme di sicurezza e, soprattutto, al rispetto della capienza massima consentita.

E allora perché – eccoci di nuovo al punto – rimandare autonomamente un live così atteso dagli adolescenti marchigiani? Nel frattempo il concerto di Carta al Mandela Forum di Firenze (6.500 posti a sedere) del 24 maggio si è svolto senza destare preoccupazioni. Tra due giorni invece (29 maggio) il cantante sardo sbarcherà con il suo tour in Svizzera. Il suo concerto di Lugano si terrà alla Reseghina, pista del ghiaccio che può contenere fino a 2.500 paganti. Saranno abbastanza per accogliere anche gli italiani che varcheranno il confine (Lugano dista 77 chilometri da Milano)?  

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