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L'eredità, Chi vuol essere milionario, (Risky)tutto: la guerra dei quiz e le domande idiote

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È già ripartito Chi vuol essere milionario, con l'inossidabile Gerry Scotti al comando che attende l'avversario e amico Carlo Conti, che riprenderà a condurre L'eredità tra meno di due settimane. In più in autunno vedremo sugli schermi di Sky il nuovo, si fa per dire, gioco di Mike Bongiorno, dal titolo rétro (Risky)tutto, che si propone polemicamente come alternativa ai quiz attuali incentrati sulle domande con risposta multipla, dove più che la conoscenza si premierebbe la fortuna.

In realtà il problema non è tanto il sistema di gioco, non è il meccanismo delle risposte multiple, che tra l'altro è usato in contesti ben più importanti come le ammissioni all'università o i concorsi pubblici e ha una sua validità, ma il tipo di domande che vengono rivolte ai concorrenti.

Nei giochi moderni è ormai prevalsa la tendenza a evitare argomenti, considerati noiosi e poco appetibili per il grande pubblico, come la storia, la letteratura, le scienze; ci si concentra su temi come l'attualità televisiva (per quella incresciosa abitudine della tv a parlare sempre di se stessa), il gossip e le curiosità, con domande tipo: quanti metri quadrati occupa il puzzle più grande del mondo? Qual è il record dell'australiana vattelappesca nel rifare il letto?

Ovvio che se il contenuto delle domande è questo, a prescindere dal meccanismo delle risposte multiple si premia o la fortuna (di fronte a quesiti come quelli di cui sopra è evidente che si risponde a caso) o la conoscenza di notizie inutili e di nessuna importanza: si può mai ricompensare qualcuno con migliaia di euro perché sa con chi si è fidanzata Paris Hilton o quante edizioni di Sanremo hanno vinto i Ricchi e poveri?

Poi certo, i soldi all'Eredità vengono assegnati con il gioco finale della ghigliottina, rompicapo linguistico apprezzato persino dal professor Eco, e in Chi vuol essere milionario la deriva delle domande spazzatura viene contrastata meglio che altrove, ma la tendenza resta ed è più forte che mai, soprattutto nei giochi a premio di seconda fascia o di contorno ad altri show.

Se Mike riuscirà con il suo nuovo programma ad arginare questa tendenza, tornando a chiedere di storia, geografia, politica, arte, letteratura, matematica e scienze, allora probabilmente avrà reso un buon servizio al pubblico, al di là del sistema di gioco.

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