Le Veline di Ezio Greggio, quante risate…

Applicate attraverso un difficile calcolo matematico il coefficente di risata delle battute di Ezio Greggio alla presenza scenica di Greggio Ezio: il risultato darà un numero con segno negativo. Non c'è niente da fare, Greggio non è un animale da palco. Rimanendo ai livelli di personaggi televisivi di calibro minore, e sto parlando di qualità, c'è quasi da rimpiangere papà Mammucari, che se non altro di fronte ad una folla da piazza ha un minimo di capacità in più.

Ed è anche tra i massimi esperti di Veline: ne ha una in casa.

Non è un caso che Fiorello, ai tempi del Karaoke, dimostrasse già le sue doti d'intrattenimento da animazione nel villaggio. Lo stesso Teo, se non sbaglio, dovrebbe aver compiuto lo stesso percorso.

Me ne rendo conto, non è facile gestire in tv uno spettacolo itinerante con un pubblico da sagra del paese, ma questa scelta da parte di Ricci, che ha puntato su Greggio, se è comprensibile da un lato, quello tradizionalmente più televisivo, e incomprensibile dall'altro, quello di contatto con gli umori della folla. Non ci si improvvisa animali da festa in piazza.

E così ieri sera le prime veline si sono mostrate in tutta la loro puerile voglia di apparire. Gnocche, non c'è che dire, alcune delle protagoniste erano in possesso di un fisico notevole, ma il problema è che non conta più presentarsi al pubblico come studentessa di Lettere e Filosofia per dimostrare il proprio grado intellettivo. Nell'istante in cui si mette anche solo in discussione la possibilità di proseguire una vita di studi a favore di un'apparizione chiappe al vento sul banco di Striscia – con tutto quello che ne consegue, compresa una "vita da mediano" nel mondo dello spettacolo – l'informazione sugli studi passa in secondo piano senza dare il minimo apporto alla funzione di quella presenza scenica. Io guardo solo quelle tette immobili e rifatte e le natiche sode. Che tu sia perito, laureanda o dottoressa poco conta. 

Dimostrarsi brillanti può certamente dare i suoi frutti, soprattutto se non si aspira a quella "vita da mediano" a cui accennavo prima, ma non credo che Veridiana, che spiaccica parole confuse in un italiano stentato, sia stata scelta per ragioni differenti dal quelle gambe chilometriche.

Insomma, nulla è cambiato dalla "notte dei tempi". Anzi, forse qualcosa sì. Sì. La "v" di Velina. Sempre più maiuscola in questa Italia Smeralda.

Scritto da Style24.it Unit
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