Le foto hard di Laura Drzewicka e l’eterno dilemma: qual è il confine tra erotismo e pornografia?

In un divertente e, come al solito, interessante post pubblicato su Tele dico io, Matteo Failla, parlando del calendario del Tgcom con protagonista LauraDrzewicka, spiegava come queste operazioni siano ormai studiate in due tappe: da un lato c'è il calendario ufficiale, con immagini di una certa qualità, e dall'altro c'è il backstage, con foto e pose più hard, ufficialmente scartate ma che vengono comunque diffuse su internet e gli altri media perché destano interesse e curiosità (e quindi ritorno pubblicitario) più di tutto il resto.

Guardando le foto di Laura, per la cronaca si tratta della biondina dell'ultima edizione del Grande fratello, mi sono trovato a pormi per l'ennesima volta la fatidica domanda: ma che cosa differenzia l'erotismo – cioè una rappresentazione artistica ed esteticamente suggestiva della nudità e della sessualità – dalla pornografia, cioè la volgare e spudorata esposizione del corpo e dell'atto sessuale?

È una domanda da un milione di dollari, mi rendo conto, ma provo a ragionarci un po' su, perché mi pare che sulla questione si faccia molta confusione, a volte volutamente.

Allora, intanto ovviamente non si sfugge dal solito discorso sul relativismo culturale: società diverse presentano valori diversi e quindi un'idea differente sulla decenza e lo scandalo. Per dire: in una società islamica una modella che posa nuda sarà sempre e comunque pornografia, per noi no.

Fatta questa premessa, cerchiamo di capire, per noi occidentali, dove passa questo confine tra l'erotismo, apprezzabile come lo è qualunque forma artistica, e la pornografia, in genere relegata all'uso semiclandestino e anonimo dei siti internet, del dvd o della pay per view.

Secondo la vulgata comune si può parlare di pornografia quando la rappresentazione del sesso si fa esplicita, mentre nell'erotismo la sessualità sarebbe più giocata sul vedo – non vedo e raccontata su piani diversi: non solo corpo ma anche mente, diciamo. E per quanto riguarda l'immagine della nudità, si entrerebbe nel pornografico, o quantomeno nel volgare, quando si mostrano i genitali: tutto il resto è più o meno concesso o comunque accettabile.

Diciamo subito: messa così la distinzione non regge e non ci permette di capire. L'arte, dalle civiltà più antiche a quelle contemporanee, ha sempre rappresentato il sesso, anche in forme molto esplicite, e riguardo alla nudità, beh non vorremmo mica arrivare a dire che il David di Michelangelo è porno o volgare perché non porta le mutande?

Dunque il discorso è diverso, soprattutto appare impossibile fissate dei paletti così rigidi. L'erotismo, la rappresentazione artistica della passione sessuale, può anche essere esplicito, ma non è mai fine a se stesso e vuole evocare e raccontare cose che vanno al di là del groviglio dei corpi: ecco qual è la differenza con la pornografia.

Per meglio dire, il carattere distintivo della pornografia è la sua assoluta gratuità: l'uso spregiudicato e ridondante della nudità e del sesso senza una ragione che non sia quella della rappresentazione in sé del sesso e del corpo. Senza altro motivo, ispirazione, significato artistico.

Ecco perché la differenza tra erotismo e pornografia si fa per forza di cose relativa. Tornando alla nostra Laura, in un contesto del genere, quello di un calendario promosso da un sito di informazione, è ovvio che delle pose da film hard sarebbero state giudicate fuori luogo e volgari.

O ancora: molti hanno parlato di teleprostituzione o telepornografia, a proposito della tv italiana, proprio perché in molti show è evidente un uso del tutto gratuito del corpo della donna. Se, per fare uno tra i mille esempi possibili, in un quiz basato sulla competenza dei concorrenti, sulle domande e sulle risposte, con presentatore incravattato e pubblico elegante, vengono fatte esibire in sculettamenti vari delle ragazze in costume da bagno, non è sbagliato parlare di pornografia. O quantomeno di mercificazione del corpo, di stupidità e volgarità: perché quella presenza non ha senso, non c'entra nulla, è del tutto arbitraria e fuori dal contesto.

Allo stesso modo, se metto in scena uno show in diretta dalle spiagge italiane, o se giro un film sull'estate al mare di un gruppo di giovani, sarebbe normale, giustificato e comprensibile indugiare sui corpi seminudi di ragazzi e ragazze, inquadrare boxer, bikini, topless, perizomi, tette e culi. Perché la rappresentazione di quel contesto, di quella fetta di realtà, è fatta anche di tutto quello di cui sopra. Che sarebbe volgare nascondere: perché anche la censura e la bacchettoneria possono essere oscene. Anzi, lo sono sempre.

Scritto da Style24.it Unit
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