L'arringa di Taormina per il delitto di Cogne: il sogno di Bruno Vespa

«Signor presidente e signori della corte. Questo è un processo che impone preliminarmente l’esorcizzazione delle molteplici ipoteche che su di esso gravano e che rischiano di seppellire la verità, dopotutto abbastanza elementare, che la lettura equilibrata, serena, distaccata delle carte consentirà a voi sicuramente di cogliere».

Comincia così l’arringa del processo d’Appello per il delitto di Cogne che avrebbe voluto fare Carlo Taormina se ne avesse avuto la possibilità. E l’arringa c’è: 121 pagine trasformate in un libro La mia verità sul delitto di Cogne in uscita domenica con il Giornale.

L’avvocato Taormina racconta la sua verità partendo da quelle ipoteche di cui accenna nella premessa.

E la prima è quella del «trattamento mediatico» senza precedenti che il caso giudiziario di Annamaria Franzoni ha avuto in questi anni. Taormina condanna le fughe di notizie e la sovraesposizione mediatica che il delitto del piccolo Samuele Lorenzi ha avuto in oltre cinque anni. Se ne rammarica, il legale, perché è stato uno degli elementi che ha condizionato di più le fasi processuali. Poi l’avvocato Taormina parla dei fatti e di uno in particolare. In questo caso giudiziario, in questo processo molto italiano, mancano le prove.

Avete appena letto l'incipit di questo articolo. Avrei tante battute da fare su Vespa e sul suo plastico della casa di Cogne, ma sono già state tutte fatte. Avrei anche tante cose da dire sull'operato di Taormina, ma troppi sospetti sono già saltati fuori. Avrei un'infinità di cose da dire sull'esposizione mediatica di Annamaria Franzoni, ma non me la sento di tornare sull'argomento.

Oggi, incredibile a dirsi, non ho le forze per esprimermi. Però 'na cosa non riesco a trattenerla. I giudici sono in grado di lavorare a mente lucida quando oltre alla "corte" e ai "giurati" c'è da rispondere a milioni di spettatori? Sì. Forse.

Il processo si gioca metà in aula e metà in tv. Solo che la metà processuale ha un valore, quella televisiva è affidata a Crepet, Bruno e alla Parietti. Taormina poi è riuscito a portare avanti il suo gioco in entrambi i luoghi. La mattina in aula, la sera da Vespa e Mentana; giusto per dire la sua verità ed improvvisare un processo mediatico che, comunque la pensiate, ha segnato le nostre coscienze: se siete pro o contro Annamaria Franzoni è solo in base alle informazioni di Vespa. Di tutto il resto non ne sapete 'na cippa.

Per questo non mi esprimo. Io non so se Annamaria Franzoni è colpevole.
So solo che Vespa è colpevole dell'innocenza o colpevolezza mediatica di quest'ultima. E sapete bene che conta molto di più.

Scritto da Style24.it Unit
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