Lamberto Sposini interviene su Teleipnosi: botta e risposta!

Lunedì scorso, con alle spalle la prima settimana post Rubygate, ho provato a disegnare un quadro riepilogativo sulle performance dell’informazione televisiva e non alle prese col nuovo scandalo sessuale del sultano di Arcore. L’ho fatto (in questo post) con il sempre divertente strumento della pagella, in cui però i voti venivano assegnati in base al grado di servilismo dei giornalisti e dei politici in questione. In altre parole, ai più bravi nell’inchino al potere venivano assegnati i voti più alti.

Com’era facile prevedere han preso quasi tutti dieci.

Tra i promossi ho segnalato anche Lamberto Sposini, colpevole a mio avviso di aver allestito una puntata de La vita in diretta particolarmente attenta a non urtare la suscettibilità del premier, in cui a seguito della messa in onda integrale del videomessaggio made in Arcore è stato dato ampio spazio ai commenti di Franco Bechis, vicedirettore di Libero, e Vittorio Sgarbi. Ma Sposini, che ha letto il pezzo, si è sentito ingiustamente chiamato in causa e ha commentato sul blog, a onor del vero con molta eleganza e civiltà, ribattendo punto su punto. Ne è nato un interessente e stimolate botta e risposta tra il conduttore de La vita in diretta e il sottoscritto, che vi riporto di seguito. Gli interventi di Sposini sono segnalati tra virgolette, le mie risposte in corsivo. Buona lettura.

“L’inimmaginabile spudoratezza nel negare l’evidenza e rovesciare la realtà – che voi rimproverate ai “nuovi mostri” del berlusconismo – l’avete presa, manifestamente, a bandiera. Almeno guardatele le trasmissioni ! La Vita in Diretta che si è occupata del caso-Ruby aveva sì come ospiti Bechis e Sgarbi ma vi siete dimenticati di dire che c’erano anche Sansonetti, Armeni, Porro e Corbi. Esattamente tre opinionisti riconducibili alla destra e tre alla sinistra. Ometterlo significa essere in malafede. Naturalmente questo non significa automaticamente fare una buona trasmissione. Ma che i dati almeno non vengano falsificati. E quella puntata della vita in diretta – sia detto per inciso – ha fatto registrare lo share più alto in assoluto tra tutte le trasmissioni che si sono occupate del caso. Grazie dell’attenzione.”

Caro Sposini, intanto la ringrazio per l’intervento e mi complimento: è sempre un buon segno quando un big del giornalismo televisivo accetta di discutere sui blog e nella rete. Nel merito della questione, confesso subito una mia mancanza: non ho visto la trasmissione in oggetto, ma mi è stata raccontata da una fonte affidabile, la quale mi assicura che fondamentalmente si sono sentite solo le campane di Bechis e di Sgarbi (a commento del videomessaggio di Berlusconi trasmesso per intero). Non fatico a crederlo, conoscendo le performance televisive del sindaco di Salemi. Tra l’altro, Sansonetti è ormai da mesi che va dicendo che non bisognerebbe occuparsi degli scandali sessuali del premier, perché si tratterebbe di semplice “gossip”. Non a caso è ormai ospite fisso di Matrix, diciamo una voce “di sinistra” sempre più apprezzata dai difensori del presidente del Consiglio. Per giunta, caro Sposini, mi risulta che sulla trasmissione in oggetto si sia espresso con toni insolitamente critici persino il suo presidente, Paolo Garimberti, per solito estremamente prudente e moderato, persino di fronte alle più manifeste violazioni del pluralismo televisivo. Avrà giudicato male anche lui?

“Giuro che non vi rubo altro tempo. Mi limito a dire che non è vero che le uniche campane che si sono sentite sono state quelle di Sgarbi e Bechis. Il bello della tv è che è sotto gli occhi di tutti e tutti possono farsi direttamente la propria opinione. Quindi, basta riguardarsela, la trasmissione. Ciò che non bisognerebbe fare è proprio farsela raccontare. Per quanto riguarda il videomessaggio di Berlusconi, la decisione di trasmetterlo per intero è stata la mia perché da quel documento, piaccia o no, è difficile prescindere. Io non credo che far parlare un politico per un’ora significhi automaticamente fargli un favore. Ci si può formare la propria opinione anche ascoltando Berlusconi. Tanto più che poi, oltre al videomessaggio, c’era anche un esauriente servizio sulle accuse della Procura, un altro servizio sulle fanciulle dell’Olgettina, con stralci di interviste ed intercettazioni, ed un altro ancora sui precedenti scandali politici a sfondo sessuale. Per quanto riguarda il Presidente Garimberti – che naturalmente può dire ciò che gli sembra opportuno come cittadino e come Presidente RAI – l’ho chiamato al telefono per esprimergli il mio dispiacere per quanto dichiarato a Repubblica (in verità poco più che una battuta). In sostanza gli ho detto quello che ho scritto a voi. Grazie ancora.”

Caro Sposini, non si preoccupi, non ruba alcun tempo: questo è uno spazio aperto al confronto e agli interventi di tutti, ovviamente anche ai suoi, che peraltro sono espressi sempre con eleganza e civiltà, quindi ancor più apprezzabili. Tornando alla materia del contendere, io non sono neppure tanto convinto che si tratti di una questione di pubblico, come suggerisce l’amica D. Del resto non penso che tra i telespettatori di Porta a porta o Annozero si trovino solo intellettuali o esperti di comunicazione. Il punto è che, analizzando il parterre degli ospiti di quella puntata, è difficile che non scatti il sospetto che le scelte siano state dettate dalla volontà di far prevalere una parte (e una tesi) sull’altra. Da un lato abbiamo due dei più importanti giornalisti dei quotidiani vicini (o di) Berlusconi – Bechis e Porro – e una vecchia volpe nonché provetto guastatore della tv come Sgarbi. Dall’altro Sansonetti – che da sinistra sposa le tesi difensive dei berlusconiani – e due signore composte ed eleganti come Armeni e Corvi, quest’ultima tra l’altro arrivata solo alla fine del dibattito. Ad occhio era facile prevedere già in partenza come sarebbe andata a finire, o no? Ultimo punto: la scelta di trasmettere l’intero videomessaggio del premier. E’ già stato fatto notare che nelle democrazie moderne i capi di governo comunicano attraverso conferenze stampa o interviste, quella del messaggio registrato appare più una modalità d’espressione da terrorista internazionale o dittatore esotico. Capisco la scelta di non censurare, ma mi pare altrettanto discutibile la decisione di mandare tutto in onda senza filtri e senza provare a proporre una chiave di lettura. Non è un po’ come rinunciare al proprio ruolo di giornalista?

Scritto da Style24.it Unit
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