Lacrime e preghiere per Pietro Taricone: quando il divo della tv diventa uno di famiglia

Mi ha colpito leggere in giro per le rete i tantissimi messaggi prima di incoraggiamento e partecipazione, poi – dopo la notizia della morte – di dolore e cordoglio rivolti dagli italiani a Pietro Taricone, tragicamente scomparso dopo un incidente con il paracadute. C'è chi prega, chi si addolora, chi invoca angeli e paradisi, chi lo rimpiange e lo ringrazia per le emozioni che ha saputo dare.

Il che, insieme all'enorme spazio concesso dai telegiornali (il Tg1 ha addirittura aperto il notiziario delle 13 con la notizia della scomparsa dell'attore, il Tg5 se ne è occupato subito dopo il servizio sulla sentenza Dell'Utri), colpisce e stupisce un po'.

Perché certo Taricone era un volto popolare e simpatico, da poco aveva interpretato un ruolo nella fiction di successo Tutti pazzi per amore, ma rimaneva un attore di secondo piano e un personaggio poco visibile, perché sempre più refrattario alle luci della ribalta del piccolo schermo.

Forse tutta questa attenzione e cordoglio avrebbe stupito lui per primo, che di sé – con molta ironia – amava dire: "Sono diventato una celebrità senza aver fatto altro che girare in mutande per casa". Ma questa è la forza della televisione, la sua straordinaria capacità di penetrazione nelle menti e nei cuori del pubblico, che conquista con una presenza quotidiana, apparentemente timida ma pervasiva e costante, che finisce col dare l'impressione, ingannevole quanto si vuole ma per molti vivida e incontestabile, che i divi dello showbiz siano "gente di casa", come un vicino o un parente. Non professionisti che mettono in scena uno spettacolo, ma confidenti, complici, amici.

Se chiedi a qualcuno di quelli che scrivono parole struggenti sul web per il divo appena scomparso, sia Taricone o chiunque altro, o che piangono ai funerali insieme ai congiunti della star, il motivo di tanto coinvolgimento per una persona che si conosceva solo attraverso la mediazione del piccolo schermo, cioè della finzione scenica, di solito ti senti rispondere: era come se lo conoscessi, o addirittura: era come un fratello, una madre, un padre, un nonno e via dicendo. Il che, obiettivamente, spaventa un po' e conferma ancora una volta la straordinaria e terribile potenza del mezzo televisivo.
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Scritto da Style24.it Unit
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