La vigliaccata di Belpietro su Fini: per le feste riapre la fabbrica del fango

Ciò  che più  ripugna di sedicenti giornalisti come Maurizio Belpietro è il metodo, la diffamazione per mezzo stampa elevata a sistema di lotta politica, il vigliacco intorpidimento delle acque e rimescolio del fango col chiaro intendo di rendere tutto opaco, di non far capire, di non dire esplicitamente – per garantirsi una facile ritirata – ma allo stesso tempo alludere, mettere nell’orecchio del pubblico sospetti che, da soli, pur se basati sul niente, possono distruggere l’immagine del bersaglio, del nemico politico.

I fatti. Ieri Belpietro pubblica un editoriale in cui riferisce di “strane voci” su Gianfranco Fini. La prima è una storiella di una escort che, riportata dal difensore d’ufficio del premier bunga bunga, fa ridere solo a leggerla, dunque sorvoliamo. La seconda, ben più allarmante, riguarda un finto attentato che qualcuno starebbe organizzando contro il presidente della Camera per poi far ricadere la colpa su ambienti vicini a Berlusconi e condizionare così il consenso politico.

Un’enormità, una notizia da allarme democratico, che Belpietro decide di pubblicare sulla base delle “rivelazioni” di una specie di pentito, la cui credibilità è vagliata in questo modo: “Vero, falso? Non lo so. Chi mi ha spifferato il piano non pareva matto. Anzi, apparentemente sembrava un tizio con tutti i venerdì a posto: buona famiglia, discreta situazione economica, sufficiente proprietà di linguaggio”.

Questo sì che è controllare le fonti! Verrebbe da chiedersi dove Belpietro abbia imparato a fare il giornalista, se non fosse che – com’è noto – trattasi di cameriere, e dunque ogni domanda risulterebbe fuori luogo. Io conosco una persona di “buona famiglia e sufficiente proprietà di linguaggio” che sostiene di parlare con gli extraterrestri, se Belpietro desidera posso garantirgli un’intervista esclusiva da sparare sulla prima pagina di Libero.

Prima pagina che ieri introduceva il pezzo del direttore sparando un titolo cubitale che recitava “Fini fallito”, con occhiello sintetico ma molto esplicito: il kamikaze. E oggi, intervistato da tv e giornali, Belpietro ha addirittura il coraggio di dire che non ha mai parlato di un attentato autorganizzato da Fini, anzi che ha fatto “un favore” al presidente della Camera. Eccolo il metodo della fabbrica del fango di cui parlavamo all’inizio: lanciare il sasso, fare danni e nascondere vigliaccamente la mano. Se l’Ordine esiste provi a battere un colpo.

Scritto da Style24.it Unit
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