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La Talpa, cronaca della serata: mistero svelato, la talpa Š da cercare in "The Departed"

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Eccoci qua. Colui il quale potrebbe prefigurarsi – a sua insaputa, oltretutto – come l'inviato ufficiale in Sud Africa, Giuseppe, mi ha mandato le sue riflessioni sulla puntata de La Talpa di ieri sera. A voi la cronaca.

di Giuseppe (http://peppe1968.splinder.com)

Quello sprovveduto di Jack Nicholson, durante il magnifico film “The Departed” di mercoledì sera, mi ha tolto la voglia di seguire La Talpa. L’ho udito con le mie orecchie, con la voce di Giancarlo Giannini, sentenziare: “La nostra talpa è lui”, con l’espressione rivolta a Matt Damon.

Però, ieri sera, un’occhiata l’ho data lo stesso. Iniziamo dalla fine: Melita decreta di voler trascorrere la notte, nella capanna Zulu, con…me!

Evidentemente devo essermi addormentato sul finale e questo sarà senza dubbio un sogno; quindi facciamo un passo indietro. La Talpa, anche se visivamente le somiglia tantissimo, non è Simona.

Karina la pazza è nuovamente salva ed è sempre più fuori come un balcone. Oramai sbraita come un’ossessa anche quando nota che un’unghia le è cresciuta di un millimetro.

A Tagliariol, il taglio della chioma, deve aver procurato qualche danno collaterale: si guarda intorno spaesato, saluta la fidanzata con la stessa veemenza con la quale si bacerebbero Simona Ventura e Cristina Parodi e probabilmente pensa di essere ancora in gioco: qualsiasi sua frase appare ambigua.

La Paola Barale impersona la vera talpa: vestita come la signorina Rottermeier, sembra che stia facendo un piacere a qualcuno a star lì; rimprovera chiunque gli capiti a tiro ed ho sempre l’impressione che da un momento all’altro possa scaraventare una lancia nel petto di qualcuno. Interessante la scena di quando si è avvicinata a Karina con un crocifisso e la Bibbia tra le mani.

Intanto il gruppo, nella persona del gruppo, fa il vago e finge di non aver capito che la talpa è Trentalance. Ufficiale, invece l'investitura di Melita: è lei la Tappa!

Il colloquio tra la Perego e Pasquale è più inutile della presenza di Giurato in TV: la Paola, con i cosciotti bene in vista, si burla di Pasquale con uno pseudo-scherzo che manco alle scuole elementari dopo la riforma Gelmini: l’unica che la prende sul serio è tal Fiordaliso, cantante degli anni ’80.
Clemente Russo, fallita una prova, piange. Clemente Russo, letto il diario giornaliero, piange. Clemente Russo, al solo pensiero della madre, piange. Clemente Russo, incontrando il cognato, piange. Clemente Russo, ascoltando la voce della fidanzata, piange. Della serie: ma perché più son grossi e più son fregnoni? Piccola curiosità: d'ora in poi, non si parlerà più di pianto Greco ma di pianto Russo.

Ciò che ho visto è tutto qua, anche se si millanta di una prova ad inizio serata con la quale i concorrenti avrebbero trasportato dei serpenti (aaaaaaaaaaaaarrrrghhhh!!!) con la bocca; non ci voglio/posso credere: saranno state le tagliatelle di Nonna Pina.

Per concludere, porgo una riflessione: perché in ogni reality, qualsiasi concorrente, scoppia a piangere nell’udire la voce di un familiare? Ma questi qui si portano indietro i genitori quando sono in giro per il mondo? Ma perché sono disperati se non vedono i propri familiari per una dozzina di giorni? Per caso mi vogliono far sentire in colpa visto che io incontro i miei una volta al mese e nemmeno ci salutiamo?

Cuc—…

Le mani sui blogger…

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