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La Russa aggredisce un giornalista e Striscia la notizia diventa la voce del padrone

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Ieri conferenza stampa movimentata a via dell'Umiltà, dove i monologhi di Silvio Berlusconi con le solite fantasiose ricostruzioni pro domo sua sono interrotti dalle domande di un sedicente giornalista free-lance che, dal fondo della sala, prova a sollevare tutti quei temi che di solito i giornalisti iscritti all'ordine e ammessi a parlare si guardano bene dall'affrontare: corruzione, tangenti, Bertolaso e via dicendo.

Il premier, ormai da anni abituato a rispondere solamente alle domande di Vespa su San Valentino, reagisce immediatamente stizzito e velenoso, come sempre gli capita di fare alla minima contestazione. La replica, tanto per la cronaca, è di questo tenore: " Capisco la sua rabbia. Tutte le mattine, quando si pettina allo specchio, lei si vede e si è già rovinato la giornata". Insomma, al solito siamo a un livello da quinta elementare.

Ma riesce a fare di peggio Ignazio La Russa che, immortalato dalla telecamere di mezzo mondo, spintona, prende per il bavero e mette una mano in testa al disturbatore, che poi si scoprirà chiamarsi Rocco Carlomagno. Scena davvero edificante: il ministro della difesa che riscopre il suo passato di picchiatore fascista e aggredisce un privato cittadino, non c'è che dire: in questo paese non ci facciamo mai mancare nulla.

L'episodio viene pressoché ignorato dai telegiornali di regime ma non da Striscia la notizia, che decide di mandare in onda i filmati messi a disposizione sul sito del Corriere della sera e di Repubblica. Il documento però, stranamente, viene mostrato senza le solite risate registrate e senza il commento satirico dei conduttori. Si fa silenzio e alla fine ci pensa Ezio Greggio a smontare la vicenda, ironizzando sulle due pacche in testa "alla Benny Hill" che il ministro rifila a Carlomagno. Insomma, quando serve Striscia si trasforma prontamente da "la voce dell'influenza" alla voce del padrone.

I giornalisti esteri, che beati loro non hanno di questi problemi, invece descrivono la vicenda senza giri di parole e senza minimizzare. La France Presse, per esempio, sintetizza così: "Italia, un giornalista malmenato dal ministro della Difesa in persona". E poi ci dobbiamo anche ascoltare Berlusconi che parla di prestigio dell'Italia all'estero!

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