Michael Armitage, artista kenyota nato a Nairobi nel 1984, porta a Venezia una mostra che unisce arte e impegno sociale. La sua mostra personale, The Promise of Change è ospitata presso Palazzo Grassi fino a gennaio 2027 e raccoglie una quarantina di dipinti e oltre cento disegni realizzati nell’ultimo decennio. La mostra è curata da Jean-Marie Gallais in collaborazione con Hans Ulrich Obrist e Michelle Mlati.
Armitage, che ha studiato a Londra e ha vissuto a lungo nella capitale britannica, ha recentemente spostato il baricentro della sua vita e carriera tra il Kenya e l’Indonesia. La sua arte è profondamente radicata nella realtà sociale e politica del Kenya e dell’Africa orientale, affrontando tematiche come i pregiudizi, gli stereotipi e i disequilibri che caratterizzano il mondo contemporaneo.
La pittura su tela di corteccia: un linguaggio unico
La pittura di Armitage è caratterizzata dall’uso di una tela di corteccia, una scelta che lo distingue dalla tradizionale tela di cotone. Questa tela ha una grana più grossa, una texture più corposa e presenta cuciture, strappi e buchi che diventano parte integrante della composizione finale dell’opera. I suoi dipinti iniziali erano astratti, ma con il tempo l’artista ha maturato un cambiamento verso una pittura figurativa, pur mantenendo un forte legame con l’astrazione.
Armitage sostiene che l’emergere della figura gli permette di essere più efficace nel raggiungere il pubblico. Le sue opere sono composte da grandi segni o campiture di colore che danno vita a figure e scene, spesso ispirate da eventi e situazioni concrete. Ad esempio, Kampala Suburb è una reazione alle leggi ugandesi che criminalizzano l’omosessualità, mentre The Dispute affronta il tema della violenza domestica in Kenya.
Il protagonismo del colore: emozioni e resistenza
I colori dei dipinti di Armitage sono emozionanti, positivi e brillanti, anche quando affrontano soggetti drammatici. I suoi colori avvolgono lo spettatore, creando un’esperienza visiva dinamica e coinvolgente. Armitage utilizza una gamma di colori che va dagli arancioni e rosa brillanti ai blu marini e notturni, creando sofisticati cambiamenti di temperatura che raccontano storie di viaggio e migrazione.
La bellezza e i colori nei dipinti di Armitage assumono la forma di una resistenza, un tema che emerge chiaramente nella mostra. nel catalogo della mostra, citando Édouard Glissant, l’arma per resistere a qualsiasi oppressione è prima di tutto poetica e poi politica. Questa idea è centrale nell’opera di Armitage, che utilizza l’arte come strumento per affrontare le tensioni sociali e politiche del nostro tempo.
Dalla vita all’arte: il Nairobi Contemporary Art Institute
Armitage non solo trae ispirazione dalla vita e dalle storie che attraversano la quotidianità, ma si impegna anche a fondo nel percorso inverso. Nel 2026, ha fondato il Nairobi Contemporary Art Institute, uno spazio no-profit che offre alla comunità artistica luoghi di riunione, ritrovo, esposizione e formazione multidisciplinare. Il NCAI è dedicato alla promozione e alla conservazione dell’arte contemporanea in Africa orientale e fa parte della 61° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, su invito della curatrice Koyo Kouoh.
La mostra The Promise of Change a Palazzo Grassi è un’occasione unica per esplorare l’opera di Michael Armitage e comprendere come l’arte possa essere un potente strumento di resistenza e cambiamento. Attraverso i suoi dipinti e disegni, Armitage ci invita a riflettere sulle tematiche sociali e politiche del nostro tempo, offrendo una visione di speranza e trasformazione.



