King Arthur (2004), recensione semiseria

Piccola premessa: il film King Arthur, che ho avuto l’occasione di rivedere l’altra sera, non Š brutto. E’ al passo con i tempi, tutto qui. Ovvero, Š altamente spettacolare sotto l’aspetto scenografico, dei costumi e della fotografia, e gravemente carente per quel che concerne la trama, il realismo e l’introspezione psicologica dei personaggi.

A parte la questione della presunta veridicit… storica, gi… ampiamente dibattuta nel corso degli anni, durante la visione mi sono soffermato su alcuni particolari che a mio avviso esplicano con precisione chirurgica il valore intrinseco dell’opera:

1) Il personaggio di Ginevra (Keira Knightley), oltre ad essere insipiente, fastidioso e saccente, Š anche un calorifero su due gambe.

In altre parole, mentre ogni altro essere umano nel film si barda con strati e strati di pelliccia per resistere al freddo della Britannia Settentrionale, lei deambula tranquillamente seminuda, fasciata in leggeri abitini di cotone o in sexy-corazze dalle molteplici aperture (utilissime in battaglia).
1b) I dialoghi che vedono coinvolta miss Ginevra, pregni d’un singolare modernismo che in bocca ad una semplice guerriera barbara di quasi duemila anni fa lasciano in effetti un po’ perplessi.

2) Il modernismo dei concetti e dei dialoghi, appunto. Pur non avendo avuto modo di studiare filosofia nŠ ad Oxford nŠ a Cambridge, i nostri eroi si esprimono con eccezionale propriet… di linguaggio, conversando con competenza di libert…, democrazia ed uguaglianza, senza tuttavia tener conto del fatto che un uomo del Vø secolo d.C difficilmente si sarebbe potuto esprimere in quel modo e trovandosi quindi a difendere anacronisticamente una quantit… d’idee ed opinioni maturate purtroppo in secoli a lui successivi.

  3) La battaglia sul lago ghiacciato, cristallino esempio di acume tattico sassone. Otto tizi dall’altra parte del lago ci bombardano di frecce? Ottimo! Io, grande capo sassone, decido furbescamente di coglierli di sorpresa: passo con tutti e duecento i miei soldati raggruppati (cos gli otto fessi hanno pi— probabilit… di colpirci) sulla SOTTILE lastra di ghiaccio e ci lasciamo bersagliare SENZA RISPONDERE AL FUOCO, finchŠ uno degli otto tizi non sfascia tutto a colpi d’ascia. Wow. Mi permetto di evincere che allora non Š stato Art— a sconfiggere i Sassoni, ma che l’evoluzione ha semplicemente fatto il suo corso, facendo estinguere un ceppo etnico troppo stupido per sopravvivere.

4) Altro classico esempio di realismo (punto d’onore della pellicola, su cui i trailer hanno battuto molto): l’esercito sassone riesce non si sa come a raggiungere il Vallo d’Adriano senza essersi ammazzato prima grazie alle geniali tattiche dei suoi capi. I Romani hanno lasciato queste terre a chi Š in grado di prendersele, al che il grande capo sassone ci rimane male. Ma ecco che scorge un UNICO cavaliere in armatura, Art— (Clive Owen), rimasto a fare il figo presso le mura. Invece di trucidarlo e di sparpagliare i suoi miseri resti per tutte le Highlands, il grande capo sassone decide astutamente di RACCOGLIERE LA SFIDA di Art—, che gli giura tra l’altro di ucciderlo e bla bla bla, le solite frasi fatte. Nel mentre, i cavalieri di Art—, dopo essere andati via in quanto poco propensi a farsi ammazzare da una torma di omoni barbuti, decidono di tornare al fianco di Art— in nome della fratellanza e dell’amicizia, e TUTTI E SEI (ripeto, SEI) si preparano alla lotta. Tristano (uno dei pochi personaggi degni, e quindi destinato a morire, obviously) ha perfino il tempo di scoccare una freccia e colpire un uomo nascosto in un albero a tipo dieci chilometri di distanza. Il grande capo sassone, dimostrando un’arguzia senza eguali, capisce che FORSE Art— sta tendendogli una trappola, quindi manda ALLO SBARAGLIO la fanteria all’INTERNO delle mura del forte, cos, tanto per gradire. Fanteria che viene decimata da frecce provenienti direttamente dalla Cornovaglia, tanto erano distanti gli alleati di Art—, ovvero i simpatici celti pitturati di blu e guidati da MERLINO (!) e GINEVRA (?). Segue epica battaglia campale in cui un gruppo di celti seminudi e sei cavalieri non-romani con armature romane fanno strage di incazzosissimi, bardatissimi nonchŠ furbissimi sassoni. Nota di merito a miss Ginevra, 40 kg di donna che anche in quest’occasione sfoggia una armatura con scollatura abissale invero seducente ed utile alla pugna, e che abbatte giganteschi omoni di cento chili a forza di PUNTURE DI SEDATIVI ai fianchi (non posso pensare che, con quelle braccine e quei pugnalini, Ginevra potesse fare pi— che punture, scusate).

5) Il ruolo della Chiesa e dei suoi profeti, trattati alla stregua di sanguinari torturatori senza onore nŠ piet…. Vabbene il revisionismo, vabbene l’ateismo imperante, vabbene che ci sono sicuramente stati episodi poco edificanti nel corso dei secoli, ma per una proto-Inquisizione Spagnola nei sotterranei della villa di Marius (proprietario terriero oltre il Vallo d’Adriano) avrei aspettato giusto quei settecento-ottocento anni. A ci• si aggiunge anche l’insulsaggine del monaco sbucato fuori dal suddetto sotterraneo, incapace di fare altro se non sbraitare “SONO UN SERVO DI DIO!” (ed Art—, pieno di pietas cristiana, lo mura vivo nel sotterraneo). Lo ritirano fuori i Sagaci Sassoni (il titolo ‘Sagace’ se lo sono guadagnato prima, vedi punti 3 e 4) e lui cosa fa? Ribercia nuovamente “SONO UN SERVO DI DIO!”, ed i sassoni, mica stupidi appunto, lo rificcano nel sotterraneo, murato vivo di nuovo. Applausi.

6) La *fondamentale* scena d’amore tra Art— e Ginevra, slegata dal contesto e dalla trama, ambientata nella squallido alloggio di lui a poche ore dalla battaglia ed inserita A FORZA per giustificare un minimo legame affettivo tra i due, che fino a quell’istante s’eran parlati si e no due volte. Ulteriore grave pecca: non ci mostrano nemmeno le grazie di Ginevra, lasciando intravedere solo una mezza coscia. Dico io, le scene d’amore, se dovete proprio farle, fatele bene, mannaggia. Pessimismo e fastidio.

Scritto da Style24.it Unit
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