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21 Giugno 2026

Jonathan Coe ospite a Taobuk: tra Brexit, Meloni e l’effetto Trump

Jonathan Coe, ospite a Taobuk a Taormina, commenta la crisi di fiducia tra cittadini, politica e media, il rapporto difficile tra Trump e Giorgia Meloni e la capacità dei giovani di andare avanti nonostante le difficoltà

Jonathan Coe ospite a Taobuk: tra Brexit, Meloni e l’effetto Trump

A Taormina, sotto il sole siciliano e all’interno dello spazio creato da Bper a Palazzo Duchi di Santo Stefanolo scrittore britannico Jonathan Coe è intervenuto a Taobukil festival ideato e diretto da Antonella Ferrara. Il dialogo ha toccato temi politici e culturali centrali per l’Occidente contemporaneo: dalla nostalgia politicizzata alla Brexit, fino alla relazione tra leader europei e la figura di Donald Trump.

Il discorso di Coe ha intrecciato osservazioni letterarie e analisi sociale, portando in primo piano la difficoltà delle democrazie occidentali di guardare avanti e la reazione delle nuove generazioni. Nel corso dell’incontro sono emerse riflessioni nette sul rapporto fra politica e verità, sul ruolo degli intellettuali e sulla possibilità concreta di ridistribuire risorse per contenere la rabbia sociale.

La nostalgia come forza politica e la Brexit

Per Coe, la tendenza a guardare al passato non è un fenomeno esclusivamente britannico: «Non credo che l’Inghilterra sia l’unico paese a non credere nel futuro.» La nostalgia ha assunto uno statuto politico che, a suo giudizio, trova largo impiego soprattutto da parte della destra: «Molto del fascino di Donald Trump è legato a una sorta di nostalgia vaga. Lo slogan – Make America Great Again – se ci si pensa – è un guardare indietro.» In questo quadro la Brexit viene interpretata come l’espressione di una malinconia collettiva o come un gesto volto a curarla, pur essendo, secondo Coe, «una decisione ideologica» e non un atto pragmatico.

Il peso del passato dell’impero britannico

Lo scrittore ha collegato la forza della nostalgia nell’isola al retaggio imperiale: il confronto con un passato di grandezza rende più difficile l’accettazione della condizione attuale. Questa tensione, osserva Coe, si combina con la dipendenza economica e con l’incapacità di offrire risposte credibili ai problemi reali, lasciando spazio a illusioni e a scelte politiche che non risolvono i nodi strutturali.

Trump, Meloni e l’effetto di paradossale moderazione

Sull’incontro tra Trump e Giorgia Meloni durante il G7, Coe ha offerto una lettura che mette in evidenza la portata esibita del leader americano: «Il suo egotismo iperbolico produce un effetto paradossale e la sua radicalità è tale da far apparire chiunque altro, persino una leader della destra europea come Meloni, una figura moderata e persino liberal.» Questa dinamica rende la realtà politica contemporanea quasi implausibile per un romanziere: «Nei miei romanzi, poi, i politici sono sempre sullo sfondo e di certo non posso inserire – ne’inserirei mai uno così nei miei romanzi – perché è troppo grottesco. Il problema è la sua plausibilità.»

Coe ha inoltre sottolineato come, in quel confronto internazionale, la relazione tra Trump e Meloni non abbia funzionato come ci si aspettava, aggiungendo che «Trump rende tutti gli altri più ragionevoli, persino lei che sarebbe una sua alleata naturale.» Questo fenomeno è per lui indicativo di un mutamento nella percezione delle leadership europee di fronte alla politica americana.

Intellettuali, sinistra e il futuro delle idee

Sulla figura dell’intellettuale Coe ha tracciato differenze culturali nette tra Regno Unito e continente: in Gran Bretagna il termine stesso può risultare scomodo, mentre in paesi come Italia, Francia o Germania la figura intellettuale mantiene un ruolo pubblico più riconosciuto. Dopo la Brexit è aumentata l’idea che le élites siano distaccate dalla gente comune, contribuendo a un clima di sfiducia verso chi elabora idee o propone soluzioni.

Riguardo alla sinistra, Coe la vede in difficoltà nel proporre un’immaginazione alternativa: la tendenza è a difendere lo status quo più che a promuovere una svolta incisiva. Questo vuoto di energia politica e culturale, secondo lo scrittore, favorisce il passaggio degli elettori verso formazioni meno tradizionali e rende più probabile che la destra detti l’agenda delle trasformazioni.

Per chiudere il suo intervento, Coe ha offerto un giudizio sulla funzione dell’arte e della musica come possibili strumenti di comprensione sociale, pur ammettendo un realismo critico: «Le bugie che raccontiamo noi romanzieri sono più sincere delle bugie raccontate dai politici.» Nella sua visione la radice della collera contemporanea sta nelle asimmetrie economichee una più giusta distribuzione delle risorse resterebbe la leva più efficace per tamponare la frattura sociale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.