Italia-Inghilterra Euro 2012: quando il tifoso insegna al cittadino

Contro la superbia e l’arroganza degli inglesi hanno vinto la modestia e il realismo del tifo italiano, che dovrebbe insegnare qualcosa anche in campo politico…

Intanto scrivo anche un po’ narcisisticamente per far notare che avevo pienamente azzeccato l’analisi sulla partita di ieri tra Italia e Inghilterra e in particolare sui nostri avversari: una squadretta di gregari, con qualche buon giocatore, arroccata in difesa e guidata da uno degli allenatori più scarsi del panorama europeo.

Di calcio, sebbene lo segua molto meno che in passato, mi sa che ne capisco ancora qualcosa.

Ma tornando al post di ieri, mettevo a confronto lo spirito del tifo inglese, gradasso e arrogante, pronto a cantare vittoria prima del tempo e a ingigantire in modo del tutto irrealistico le proprie capacità, e la filosofia del tifo italico, improntata a una prudenza di fondo che spesso si tramuta in modestia, e a un atteggiamento critico, competente (a volte) e poco incline a fare sconti ai difetti della squadra e dei singoli. Insomma, il tifoso italiano – sia chiaro che parliamo di lui più che dell’informazione sportiva – appare antiretorico e propenso più alla stroncatura che all’encomio incondizionato.

Mi viene in mente che se questo atteggiamento del tifoso medio della Nazionale fosse trasferito anche in politica, insomma fosse proprio del cittadino medio elettore – che invece ha dimostrato di essere continuamente agitato da una pericolosa irrazionalità emotiva e pronto a farsi gabbare dal primo demagogo che passa – allora forse vivremmo in una democrazia molto più matura. Insomma, speriamo che il tifoso insegni qualcosa al cittadino.

(Foto – Infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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