Intelligenza artificiale, la musica adotta il deepfake: pro e contro

L'intelligenza artificiale nella musica sta prendendo piede sempre di più: il deepfake è un bene o un male?

L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella nostra vita quotidiana. Da quando ci svegliamo al mattino al momento di coricarci alla sera, tutti noi abbiamo a che fare con smartphone & Co. Negli ultimi tempi, però, l’AI sta entrando anche nel mondo della musica. Quest’ultimo, infatti, sta adottando la tecnica del deepfake per ‘riportare in vita’ cantanti morti da tempo. La domanda sorge spontanea: è un bene o un male?

Intelligenza artificiale: musica e deepfake

Negli ultimi tempi come non mai, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella musica sta prendendo piede sempre di più. Non a caso, la CNN ha pubblicato un articolo sul metodo utilizzato dalla tv di Stato Sudcoreana per trasmettere una canzone di Kim Kwang-seok in un nuovo programma. La star è morta suicida nel 1996 e la sua scomparsa ha sempre generato un gran chiacchiericcio. Proprio per questo, quando i fan lo hanno rivisto ‘in vita’ hanno ripreso a dar voce alle classiche teorie del complotto che possono sorgere con decessi di questo tipo.

Ora, tornare ad ascoltare ‘dal vivo’ la voce di un’artista scomparso può sembrare un bene, ma non è oro tutto quello che luccica. Anche se l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare la musica con la creazione di deepfake perfetti, ci sarebbero dei problemi ‘legali’ da non sottovalutare. In primis il copyright che, a seconda delle normative dei diversi Paesi, può dare vita a vere e proprie battaglie in tribunale. Ad esempio, chi crea stili di voce o musica simile a qualcuno famoso, potrebbe ledere l’immagine del cantante in questione?

Questo problema, in Italia, è ancora agli inizi, ma in America stanno nascendo proprio adesso le prime diatribe. Se da un lato l’intelligenza artificiale ha grandi potenzialità, dall’altro potrebbe creare non pochi problemi ‘burocratici’. A Capodanno, per esempio, gli Usa hanno visto l’esibizione dei BTS (gruppo di punta del K-Pop mondiale) con una versione AI del cantante Shin Hae-chul, morto nel 2014. O ancora, nei mesi scorsi, Frank Sinatra (tramite il progetto Open AI) è tornato a cantare un brano di Natale nuovo. Senza saperlo, ad un primo ascolto, potremmo anche pensare che si tratta di un inedito. Pertanto, la domanda sorge spontanea: chi utilizza l’intelligenza artificiale per fare musica tramite deepfake che diritti rispetta? Al momento, non abbiamo una risposta.

Scritto da Fabrizia Volponi
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