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Il Pd di Penati e Tedesco fa felice l'informazione all'italiana dei servi e dei narcisi

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Chiariamo subito un punto. Qua nessuno è tanto ingenuo da credere che i buoni stiano tutti da una parte e i cattivi dall’altra: non succede neppure nei cartoni animati, almeno in quelli più riusciti, figuriamoci nella realtà! Dunque non stupisce nessuno che le mele marce e i ladri possano spuntare anche a sinistra: è già successo, e statene certi continuerà ad accadere.

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Detto questo, sia da un punto di vista penale che politico, ogni caso va trattato a parte e il quadro generale va analizzato con oggettività e onestà intellettuale. Insomma, tutto quello che manca alla deprimente informazione italiana.

Prendiamo, appunto, le accuse di corruzione e concussione a Penati e Tedesco: il primo vicepresidente del Consiglio regionale lombardo e dirigente del Pd, il secondo ex assessore di Vendola e senatore democratico ora al gruppo misto. Due casi che stanno facendo la gioia dei media, direi a 360 gradi.

Infatti i camerieri dei giornali padronali possono cimentarsi nel loro sport preferito: quello di accusare la sinistra di predicare bene e razzolare male, con toni da giustizialismo nauseabondo che caso strano si dimenticano sempre di adottare con quelli della loro parte. La stampa terzista e ignava, che comprende la fetta più grossa di giornalisti, può dormire sogni tranquilli al pensiero che gli è offerta l’occasione di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. E i campioni dell’antiberlusconismo possono picchiare duro sulla loro parte per dimostrare prima di tutto a se stessi quanto sono liberi, indipendenti e fighi.

Ma quella famosa onestà intellettuale di cui sopra imporrebbe un minimo di equilibrio e obiettività. E allora, certo i casi Tedesco e Penati sono gravi, ma da un punto di vista politico va rimarcato – e apprezzato – il fatto che dai vertici del partito non c’è stata nessuna sponda, anzi c’è stata una normale e sacrosanta (almeno, tale apparirebbe fuori dal nostro Paese) richiesta di chiarezza e di dimissioni. E infatti Penati – che ha ricevuto solo un avviso di garanzia – si è dimesso da tutte le cariche e Tedesco non è neppure più nel gruppo del Pd.

Dall’altra parte invece, a parte gli imbarazzanti confronti quantitativi e qualitativi, c’è la costante e inderogabile difesa di ogni mascalzone, condotta tra l’altro attraverso uno sconsiderato attacco alla magistratura. Dall’altra parte si vota e si fa votare per negare l’autorizzazione agli arresti, dall’altra parte membri del governo sono accusati di collusione con la camorra, dall’altra parte un senatore continua a stare in parlamento nonostante una condanna in secondo grado per mafia, dall’altra parte il presidente del Consiglio dei ministri continua a governare nonostante gravino sulla sua testa le accuse più infamanti. E nonostante le sue aziende siano state condannate a pagare un maxirisarcimento per aver acquisito una casa editrice corrompendo un giudice. Ripeto: corrompendo un giudice. Il quadro è abbastanza chiaro o no?

(Nella foto: Penati).

Scritto da Style24.it Unit
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