Il mio amico Arnold: in scena l'idillio familiare, dietro le quinte sesso, droga, malattia e disperazione

Nonostante da bambino e poi da ragazzino mi bevessi più o meno allegramente (quasi) qualunque cosa mandasse in onda la tv per il pubblico adolescente, Il mio amico Arnold – la famosa serie americana con protagonista Gary Coleman recentemente scomparso – non mi ha mai convinto troppo. Forse un po' inconsciamente mi disturbava quel quadretto idilliaco così inverosimile da famigliola modello, con il miliardario dal cuore d'oro che adotta i due fratellini di Harlem, con la primogenita bianca irreprensibile e subito pronta ad amare i due nuovi arrivati e con questi ultimi, il piccolo Arnold e il maggiore Willis, che più che da un ghetto nero sembravano usciti da un collegio svizzero.

Se poi si leggono, per esempio in un recente articolo di Vittorio Zucconi sul Venerdì di Repubblica, tutti i retroscena più o meno noti della serie, quell'aria di quadretto smielato e posticcio di cui sopra risulta ancora più sconsolatamente evidente. Gary Coleman era affetto da una complicata e rara malattia che gli impediva la crescita e che lo costringeva a dialisi quotidiane nell'ambulatorio che affiancava il set. La dolcissima Kimberly (Dana Plato) – la sorella acquista di Arnold – all'età di quattordici anni organizzava party a base di sesso e droga ed è morta suicida all'età di 25 anni. D'altra parte anche Willis (Todd Bridges) non era da meno: cominciò a sniffare da giovanissimo e nella sua vita ha dovuto superare tre overdose di eroina.

Di fatto Bridges è l'unico sopravvissuto. Com'è noto Gary Coleman, il mitico Arnold, è morto di recente, dopo due trapianti di reni, il tradimento dei genitori adottivi e dell'agente che gli hanno rubato quasi tutti i guadagni a sei zeri del periodo del telefim, un matrimonio a base di botte, insulti e liti con l'attrice Shannon Price. Insomma, davvero difficile immaginare una distanza più abissale tra l'armonia famigliare che andava in scena sul set e il disastro del dietro le quinte, nascosto ai telespettatori che si beavano delle guanciotte del piccolo Arnold, un finto bambino sfruttato dallo show buisness, dai genitori, dalla moglie e in fondo anche dal pubblico stesso.

(Nella foto: il cast del telefilm).

Scritto da Style24.it Unit
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