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Il giovane Montalbano: Michele Riondino e Andrea Camilleri record

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La prima puntata della serie tv delle avventure dell’imberbe (metaforicamente) Montalbano ha avuto un grande successo. Ecco cosa ne pensano i protagonisti

Lo avevamo segnalato settimana scorsa, ed ecco che finalmente un prodotto di qualità firmato Rai viene premiato dal giusto successo.

Il giovane Montalbano, tratto dai racconti di Andrea Camilleri (al cinema anche con La scomparsa di Patò) è stato infatti visto da 7,7 milioni di spettatori (share del 27,99%), battendo così Centovetrine su Canale 5, L’isola dei famosi 9 e Le Iene.

Conosciamo allora meglio il protagonista Michele Riondino, già visto nell’ottimo film Dieci Inverni e tra poco nelle sale cinematografiche con Henry.

Riondino ha spiegato come si è approcciato al difficile ruolo per cui era stato scelto, e come ha sciolto i suoi primi dubbi riguardanti l’operazione televisiva: “Ho cercato accuratamente di evitare l’idea dell’eroe senza paura e senza ombre. Spero che il pubblico apprezzi e soprattutto si lasci coinvolgere senza notare che a Montalbano sono cresciuti barba e capelli.

All’inizio non ero convinto affatto, mi sembrava un’operazione furba. Poi ho incontrato Camilleri che per me è sempre stato un guru anche a teatro e ho letto anche i romanzi che mi erano sfuggiti. È stata anche la Sicilia raccontata in quel modo a conquistarmi. La immaginavo piena di colori, sapori, fascino. Così come mi era capitato con quei film che la raccontano e che tanto ho amato: solo per citarne uno, Todo Modo di Elio Petri“.

Il giovane attore specifica poi: “Abbiamo dovuto confrontarci con una corazzata, è vero. Mi auguro però che il pubblico trovi delle similitudini e degli elementi di coerenza. Abbiamo voluto attenerci ancor di più ai racconti, con l’intenzione di evitare un clone del Montalbano interpretato dal sublime Luca Zingaretti. Chi ama questo commissario potrà ritrovare tutti gli elementi, ma anche originale.

Un siciliano più estremo del solito e più attinente ai romanzi, insolente per necessità. Montalbano è timido, introverso e ha difficoltà a relazionarsi. Ma è un poliziotto dal fiuto raffinatissimo. Montalbano ama la bellezza, non passa all’azione, aspetta che sia la donna a farlo“.

Il regista della serie Tavarelli ha spiegato che non si tratta solo di un racconto delle vicende “del protagonista da giovane“, ma anche di un doppio rapporto padre-figlio: “Qui raccontiamo un Montalbano ‘figlio’, sia nel difficile rapporto con il padre, rapporto che si nutre di silenzi imbarazzati, sia nel rapporto professionale che ha con il commissario del paese di montagna in cui si fa le ossa, da cui ha imparato tutto“.

LINK UTILI

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Scritto da Style24.it Unit
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