Il Ges— islamico cancellato dalla tv libanese: non s'interrompe un'emozione!

 "Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi", dice il proverbio. Quindi ehi, non pensate male. So bene che prendere in giro la religione non è una mossa saggia, in particolare di questi tempi. Tuttavia… dai, come si fa a non dire niente? E' talmente fenomenale che si commenta da sola, 'sta cosa.

Okay, è una fiction islamica che narra le gesta di Gesù  – dal punto di vista islamico, ovviamente.

La cosa non ha riscontrato il gradimento dei cattolici, e difatti in Libano la serie è stata cancellata dopo un'unica puntata.

Al netto di ogni possibile implicazione culturale e di tutte le differenze di credo, su cui non ho intenzione di soffermarmi, una cosa la si può dire: il livello della fiction non è esattamente hollywoodiano.

Non ci credete? Guardate il video. Fatto? Bene. Ora immaginatevi diciassette puntate tutte così. Perchè dovevano essere almeno diciassette, le puntate. No, dico. Diciassette. Poi arrivate alla fine, e non c'è neanche la resurrezione. Perchè il Gesù islamico non è figlio di Dio, quindi non ha poteri, quindi muore e basta. Dai, sareste un po' delusi: tutto quel camminare per i boschi, e poi il protagonista muore come un baluba qualunque. Come raccontare la favola di Pinocchio e fermarsi a quando vengono inghiottiti dalla balena: mancherebbe qualcosa.

Ma fosse solo quello, uno potrebbe dire “è la loro tradizione, la loro visione delle cose”. E sarebbe chiusa lì. Invece no, c'è ben altro. La recitazione, per dire. Notate ad esempio il tizio a 03:20. Dovrebbe essere tormentato, invece sembra che stia solo cercando un posto per andare in bagno. Poi tutti quei silenzi mistici, e quel camminare, e quel fissare immobili il vuoto. Un progetto ardito ed uno script visionario, a metà strada tra La Compagnia dell'Anello ed il leggendario Quattro Carogne a Malopasso.

D'accordo, i mezzi sono quelli che sono, me ne rendo conto. In fondo non si tratta di Spielberg o Hitchcock, e va loro riconosciuto il coraggio d'averci provato. Però diciamo che, eufemisticamente, almeno gli attori potevano sceglierli un po' meglio: l'espressività è quella che potete ammirare, e il quadro d'insieme pare quello d'un gruppo di neanderthaliani sperduti per i boschetti.  

Scritto da Style24.it Unit
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