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Il Festival di Sanremo muore per colpa dei Pirati di Rai e Fimi. Scarichiamoli!

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L'onda lunga del Festival mi riporta alla sua formula anacrostica (tema già trattato qui e qui )

L'alleanza tra televisivi e discografici fuori dal mondo non poteva che produrre un format ottocentesco ed il crollo dell'audience. La distanza tra vecchi e new media equivale al gap che separa l'industria musicale dalle nuove tecnologie: due più due fa sempre quattro!

Esempio. Parliamo di pirateria, problema che discografici e televisivi italiani affrontano in modo ben diverso dai loro colleghi di altre nazioni.

Senza rendersi conto che la distribuzione immateriale di contenuti tv come di canzoni o libri richieda una visione più strategica di quella adottata fino ad oggi.

Il loro mito è che il download illegale su Internet nuoce all'editoria, alla televisione ed all'industria del disco.

Riporto un paio di testimonianze fresche di giornata che lo smentiscono.

Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho sostiene che la pirateria on line ha fatto una pubblicità formidabile al suo lavoro incrementando le vendite dei volumi cartacei in modo esponenziale!

Secondo l'autore sudamericano, il download illegale funge da promozione perché attiva un benefico passaparola.

Le copie di libri firmati da Coelho scaricati gratis da internet sono state negli ultimi 7 anni, 20 milioni. Gli stessi titoli hanno venduto in libreria 100 milioni di copie.

Nel suo blog, l'autore cita l'esempio positivo della Russia.

In questo Paese erano state distribuite solo un migliaio di copie dei suoi lavori, arrivate a 10 milioni dopo la diffusione dei testi negli ambienti del peer to peer on line.

In questi giorni, è presente su Web il suo ultimo romanzo, "La strega di Portobello", edito in Italia da Bompiani. Anche questo lavoro si può scaricare gratuitamente, su consiglio dello stesso autore brasiliano, che fornisce tramite il suo blog gli indirizzi dei siti in cui è pubblicato integralmente.

Vallo a spiegare a Mazza!

In ambito televisivo, racconta La Stampa, la tv pubblica norvegese ha deciso di distribuire online gli episodi di una delle serie di maggior successo del paese –Nordkalotten 365– utilizzando la tecnologia P2P di BitTorrent.

Significativa – scrive La Stampa- è l'adozione di una strategia che viene incontro a tutte le esigenze del consumatore: download gratuiti, nessun Drm a protezione dei contenuti, utilizzo del protocollo P2P più amato da chi scarica quotidianamente film e serie tv non autorizzate da Internet. Ma ancora più importanti sono le parole con cui il dirigente Eirik Solheim ha commentato i risultati del progetto…

"Il broadcast tradizionale e i dvd sono destinati a un declino- spiega il dirigente-
è quindi importante che iniziamo a fare esperimenti con i nuovi metodi di distribuzione. Non dobbiamo ripetere l'errore dell'industria discografica: pensare che la gente continuerà ad andare nei negozi di dischi quando può ottenere la musica premendo un bottone da casa…".

Ma non c'è paura di perdere il controllo sui propri contenuti? "Se tu vuoi davvero
mantenere un controllo totale sui contenuti -risponde Solheim- l'unica cosa che puoi fare è rinchiuderli in un sotterraneo e non mostrarli mai. Noi abbiamo perso il controllo sui nostri nel momento in cui li abbiamo trasmessi in tv. Per anni, il meglio dei nostri programmi è finito su YouTube e BitTorrent. L'unico modo che hai per mantenere un po' di controllo sui tuoi contenuti è essere il loro miglior provider. Se la gente vuole YouTube, usa YouTube. Se vuole BitTorrent, pubblica i tuoi programmi su BitTorrent. Se lo fai nel modo giusto, il pubblico ti premierà rivolgendosi ai canali ufficiali e tu avrai maggior controllo".

Vallo a spiegare a discografici e televisivi che fanno la guerra ai ragazzini su Emule per far quadrare il cerchio e finanziano un Festival di Sanremo ottocentesco.

E se i veri pirati fossero loro?

Scritto da Style24.it Unit
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