Il delitto di via Poma e il criminality show sui casi di nera

Il delitto di via Poma è un film tv che su Canale 5 ha ripercorso la vicenda dell’omicidio di Simonetta Cesaroni. Un ottimo lavoro di Roberto Faenza, ma ci si chiede: è lecito fare spettacolo sui drammi della cronaca nera?

 

Scrive Paolo Siciliano, prendendo spunto dal film tv andato in onda ieri su Il delitto di via Poma, che piuttosto che vedere una fiction sul caso di Avetrana preferirebbe sorbirsi qualsiasi porcheria, persino il video musicale di Solange.

E difficilmente gli si può dare torto: poco del piccolo schermo fa tanto ribrezzo come il criminality show messo in piedi dall’informazione sui drammi della cronaca nera.

Eppure la ricostruzione sull’omicidio di Simonetta Cesaroni firmato da Roberto Faenza, trasmessa ieri su Canale 5 in prima serata, appare sotto tutti i punti di vista un ottimo lavoro, come nota anche Aldo Grasso sul Corriere della Sera: attraverso un ispettore di fantasia, interpretato dal bravissimo Silvio Orlando, il regista ripercorre con sobrietà e precisione tutta la vicenda, insistendo soprattutto sull’incredibile clima di omertà che circondò il delitto e sulla sciatteria delle indagini, ma anche sullo strazio della famiglia, elemento di cui troppo spesso ci si dimentica, soprattutto nei salotti dei talk show.

Poi certo, anche di fronte a un lavoro di buona fattura e girato con le migliori intenzioni come questo, le domande sull’opportunità di mettere sullo schermo le tragedie della cronaca restano. Forse un pieno rispetto della pietà nei confronti dei parenti delle vittime imporrebbe un silenzio assoluto, ma questo evidentemente va contro l’irrinunciabile diritto-dovere di informare ed essere informati.

Forse il discrimine sta proprio qua: se la fiction diventa informazione, e momento di riflessione collettiva, piuttosto che semplice intrattenimento, allora l’operazione ha un senso e difficilmente può essere criticata. Ad una condizione però: che sia passato un certo tempo, che il sangue non sia ancora fresco, che la famiglia e l’opinione pubblica abbiano avuto il tempo di metabolizzare il dramma e, almeno un poco, dimenticare. Per dire: anche il migliore film sui fatti di Avetrana, trasmesso oggi, sarebbe imperdonabile. Dall’omicidio di via Poma sono passati più di 20 anni, un tempo crediamo sufficiente per giustificare il lavoro di Faenza. Anche se, com’è noto, il caso è ben lontano dall’essere pienamente risolto.

(Nella foto: l’attrice che interpreta Simonetta Cesaroni nel film di Faenza).

Altri link utili:

Il delitto di via Poma, fiction sull’omicidio di Simonetta Cesaroni: un caso aperto

Il delitto di via Poma e Sarah Scazzi: Criminality show senza fine

Processo via Poma: al via l’appello per Raniero Busco, accussato di aver ucciso Simonetta Cesaroni

Scritto da Style24.it Unit
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