Idea Format Tv: consigli (saggi) agli autori esordienti

Il business dei format stranieri è intoccabile, ma qualche speranza per i giovan rimane viva. Ecco gli spazi reali per gli autori tv in erba…

Consigli saggi agli aspiranti autori televisivi.

Le pagine più cliccate di questo blog sono quelle che riguardano gli strumenti per “entrare” in tv come autori.

Come il post di ieri sul Festival dell’innovazione televisiva, Idea Format Tv.

O quella sul manuale dei format di cui parlo qui, prontuario che in tanti mi richiedono dopo 5 anni dal post relativo.

Dopo aver scritto tanto sul tema, spiace consigliare ai più giovani di non sprecare energie nell’inventare nuovi programmi televisivi.

Rimarranno nei cassetti, per i seguenti cinque buoni motivi.

Ecco perchè il businness dei format stranieri è impermeabile alle novità.
I format esteri ottimizzano i costi. Sono ampiamente testati in altri mercati. Questo fa risparmiare molti soldi a chi deve lanciarli e minimizza i flop. Il pubblico mondiale è purtroppo omologato, dunque incidono poco i diversi gusti nazionali: se un game show o un reality funziona in nord Europa, cattura pure l’audience latina! Performano in automatico. Ogni format è frutto del lavoro collettivo di centinaia di autori dislocati in varie nazioni ma uniti dalla “fede” nella Bibbia. In gergo tecnico, la Bibbia del format è il libretto delle istruzioni in cui confluiscono le esperienze e i contributi creativi apportati al programma dagli autori di ogni edizione nazionale a beneficio delle altre produzioni. Quale autore giovane, seppur di un geniale format, potrebbe garantire questa formidabile sinergia, questo impagabile valore aggiunto? Le transazioni di format avvengono tra grandi attori del mercato globale: grosse case di produzione, network e gruppi televisivi. Ciò significa che la compravendita del format nell’ambito di questa lobby si sincronizza con una vasta gamma di accordi correlati che riguardano le attività delle stesse aziende. Se Mediaset compra un format dalla BBC conclude un affare ben più grande: nel pacchetto può includere mille altre clausole, come lo scambio di film, prelazioni su altri programmi, coproduzioni, ecc ecc. Ne deriva una cascata di vantaggi con un solo contratto. Cento piccioni con una fava! Accanto ai vantaggi legittimi, poco sappiamo di quelli illegali. Che ci siano accordi sottobanco non è un’ illazione frutto di gossip, ma di precisi riscontri giudiziari. Berlusconi è notoriamente protagonista di una indagine sui fondi neri che ricavava dalla vendita dei format (vedi qui il meccanismo)… E’ vero, ogni tanto Rai e Mediaset (Sky sperimenta poco e a La 7 fanno sempre SOS Tata!) prova pure qualche format italico. Ma la quota di creatività nazionale è ovviamente appannaggio di amici degli amici. Berlusconi piazza le sue amanti nelle fiction, come risulta da intercettazioni telefoniche: capite bene che i format sono ben più lucrosi di un ingaggio in una fiction e comportano vantaggi per tutti, raccomandati e raccomandatori!
Cosa rimane ai giovani autori? Vista l’impossibilità di tutelare le idee, perchè non c’è una legge ad hoc, la cosa più saggia da fare è bussare alla porta delle case di produzione come Endemol e Magnolia e chiedere di collaborare. E’ specializzarsi in format interattivi, nuovo trend in cui spaziare grazie al web e ai decoder mhp.

Inutile portare i progetti direttamente alle tv, a mio parere. La cosa migliore che possa capitarvi è che vi rimbalzino. La peggiore è che realizzino le vostre idee. Ma senza informarvi!

Scritto da Style24.it Unit
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