I segreti di George Clooney: intervista esclusiva a Patrizio Iavarone, presidente del Sulmona Film Festival

George Clooney e l'Italia: come e perchè ha scelto di girare in Abruzzo, quali sono i progetti che realizzerà ancora in questa regione?

Patrizio Iavarone, presidente del Sulmona Film Festival, presenta ai lettori di Format in esclusiva la nuova edizione del concorso artistico e svela i retroscena del film "abruzzese" del grande attore americano.

L'intervista è a cura di Pina Bevilacqua, giornalista e autrice televisiva che lavora a Domenica In, che ringrazio per aver concesso l'articolo e le foto esclusive dal set a Blogosfere.

Un sentito ringraziamento, inoltre, alla sceneggiatrice Stefania Rossella Grassi per la preziosa collaborazione che ha reso possibile la pubblicazione dell'intervista.

In questa galleria si possono vedere le foto esclusive scattate sul set del film, in anteprima (la prossima settimana saranno pubblicate da Diva e Donna e altri settimanali)

 L'Abruzzo ricomincia dal Cinema,

di Pina Bevilacqua

Ad appena 70 chilometri dall'epicentro del sisma che ha colpito il 6 aprile l'Abruzzo, Sulmona ospita, dal 6 al 10 novembre, il suo Festival del cinema.

Nato nell'83, dopo che tutte le sale cinematografiche della città erano state chiuse, principalmente come indagine sulle cinematografie straniere meno conosciute, diventato poi il Festival del giovane cinema italiano.

Quest'anno Ovidio d'Argento alla carriera al grande George Clooney, impegnato nei dintorni sul set del film di Anton Corbin L'Americano, che per l'occasione commenterà il suo secondo film da regista Good Night, And Good Luck.

E poi, il concorso tra 10 opere prime e seconde italiane e 'italiene' (cioè firmate da italiani emigrati all'estero per far cinema e viceversa). La rassegna dedicata al Muro di Berlino, a 20 anni dalla sua caduta, e agli altri ignobili muri del mondo (in Messico, Marocco, Palestina…). La proiezione del dittico horror politico di Don Coscarelli (Phantasm IV: Oblivion e Bubba Ho-tep).Omaggi al documentarista della Guerra Fredda Emile De Antonio (Point of order, Underground e Mr Hoover and I), a Fernanda Pivano (scomparsa lo scorso 18 agosto), a Michael Jackson, con un filmato realizzato durante i funerali il luglio scorso.

L'Abruzzo, sede di una rinomata scuola di cinema e dell'Accademia dell'Immagine de L'Aquila, terza cineteca italiana come patrimonio cinematografico in dotazione, destinata ad ospitare una scuola d'eccellenza sui mestieri del cinema, negli ultimi mesi teatro di decine di importanti eventi cinematografici (ma anche di musica, teatro e danza), come quello che ha portato in terra marsicana, direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia, sei pellicole del Festival, ha ritrovato subito dopo la tragedia questa sua vocazione. Per esempio, ispirando Canto6409, film sul terremoto del regista abruzzese Dino Viani, già presentato a Cannes e in concorso al Festival di Amsterdam. O la serie web Fromzero.tv, tre minuti al giorno dai campi d'accoglienza dell'Abruzzo.

Quasi questa terra volesse cominciare proprio dal cinema la sua rinascita.

Come ci ha raccontato Patrizio Iavarone, Presidente del Sulmona Cinema Film Festival.

"La nostra è stata una sfida, e non solo per il terremoto. Il debito della Sanità abruzzese ha inghiottito praticamente tutti i fondi destinati alla cultura e abbiamo dovuto fare sforzi enormi per garantire l'edizione 2009, che, comunque, inevitabilmente, sarà in misura ridotta. Però privare la Regione di un evento come Sulmonacinema in un momento come questo sarebbe stato come arrendersi alle avversità della natura. Noi abruzzesi siamo ‘gente tosta' e Sulmonacinema è un piccolo miracolo che si ripete ormai da 27 anni".

Le riprese del film di Clooney cosa porteranno a Sulmona e all'Abruzzo?

"La forza economica e il ritorno d'immagine che garantisce una produzione come quella de L'Americano e la presenza di una star come Clooney sono solo in parte quantificabili. Diciamo che in tre mesi di riprese, tra affitto location, alberghi, ristoranti, servizi, manodopera più o meno specializzata, questo film porterà al territorio circa 4,5 milioni di euro. Ma sono sicuro che gli effetti veri si cominceranno a vedere quando il film uscirà. Il cinema è uno straordinario strumento di promozione e l'Abruzzo ha solo bisogno di essere promosso, perché ha bellezze architettoniche, storiche e paesaggistiche di estremo valore".

Ma come avete fatto a portare Clooney in Abruzzo?

"Questo è un progetto nato timidamente qualche anno fa, ripreso all'inizio del 2009 con più convinzione, anche e soprattutto dopo il sisma di aprile, e sostenuto dal lavoro dell'Abruzzo Film Commission, a cui Sulmonacinema ha aderito tre anni fa, aprendo uno sportello distaccato dalla sede aquilana. Inoltre, L'Americano è solo una delle tante produzioni che in questi anni la Film Commission e Sulmonacinema sono riusciti a portare sul territorio. Un lavoro silenzioso, non retribuito, ma estremamente efficace".

Anche dopo il terremoto?

"L'Abruzzo è pieno di centri storici di pregio e proprio per questo la produzione di Clooney ha deciso di restare e girare a Sulmona. Inoltre, l'Abruzzo è una regione che si presta ai set cinematografici: costi ridotti, paesaggi variegati e poco urbanizzati, bassa incidenza della criminalità, poca distanza da Roma, posizione in generale strategica, buona qualità dei servizi offerti. E' una delle vocazioni naturali di questa regione. Così era fino al 5 aprile, così è dopo".

Fare cultura è un segno  importante come ricostruire le case? 

"Dare un tetto agli sfollati è fondamentale. Ma ricostruire senza riempire di contenuti e di vita sociale e culturale le città vecchie e nuove sarebbe un male. Quest'anno al Sulmonacinema ci occuperemo di ricostruzione e reinvenzione di comunità, di dinamiche sociali dopo la caduta di un muro: da quello di Berlino, venti anni fa, a quelli dell'Aquila. La vita, per fortuna, non è fatta solo di cemento o legno che sia".

La cultura può essere leva di sviluppo?

"La cultura è leva di sviluppo, perché è con la cultura che si formano i nostri manager e la nostra classe dirigente. L'economia, la finanza, non possono prescindere dal substrato culturale nel quale si sviluppano. Inoltre, la cinematografia è un'industria e, mi sembra, che i numeri legati alla produzione de L'Americano siano esempio di un sano sviluppo…".

Pina Bevilacqua

Scritto da Style24.it Unit
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