Salta al contenuto
26 Settembre 2026

Gucci svela la visione completa della Maison con SS27

Gucci lancia SS27 in un ambiente da boutique, unendo la storia della Maison a un futuro più audace.

Gucci svela la visione completa della Maison con SS27

Il 25 settembre 2026 si è conclusa una delle presentazioni più attese dell’anno: la sfilata di Gucci SS27. Il direttore creativo Demna Gvasalia ha utilizzato la piattaforma del The Store Show per rivelare, per la prima volta, una visione d’insieme della Maison, costruita sui letti delle sue esperienze passate e guardando verso il futuro.

In poche ore dal debutto, Gvasalia ha condiviso sui propri canali social le riflessioni su cosa significhi realmente Gucci: un desiderio di appartenenza a un universo di glamour che, però, si vuole anche reinterpretare e personalizzare. Questa consapevolezza è stata la base della collezione, che guarda al passato senza cadere nella nostalgia.

Il Savoy Hotel come musa ispiratrice

Il punto di partenza per la creazione è stato il Savoy Hotel di Londra storico punto di incontro tra aristocratici, artisti e innovatori. Il direttore creativo ha interpretato quell’incrocio di mondi diversi come un modello di scambio culturale, capace di generare nuove forme di espressione. L’idea di un luogo dove persone apparentemente distanti si avvicinano è diventata il filo conduttore della collezione, che celebra la diversità delle identità che hanno costruito l’immaginario di Gucci nel tempo.

Una scenografia da boutique: The Store Show

Il nome dell’evento, The Store Show non è casuale: la passerella è stata trasformata in un vero e proprio negozio. Gli ospiti hanno potuto percorrere gli spazi tra grandi divani, scaffali colmi di borse, stivali e altri capi iconici, scegliendo i propri outfit preferiti. Questa impostazione ha permesso al pubblico di vivere la collezione in modo più intimo, avvicinandosi al concetto di personalizzazione del lusso che Demna vuole promuovere.

Gli archetipi della nuova collezione SS27

La proposta sartoriale si articola in diversi linguaggi, tutti accomunati dalla volontà di rispecchiare le diverse anime di Gucci. Troviamo i look equestri, con leggings bianchi infilati dentro stivali da cavallerizza, i tailleur dal gusto bon ton, i tubini in pelle corti e audaci. I bomber sportivi sono abbinati a gonne tartan, mentre i cappotti sartoriali sfoggiano motivi animalier. Alcuni abiti da sera si distinguono per ampi spacchi e tagli cut-out, che accentuano la sensualità senza cadere nella volgarità. Tra le modelle, la passerella è stata popolata da volti noti come Rosie Huntington-Whiteley, Isabella Ferrari e Poppy Delevingne, simboli di diverse fasce d’età e stili personali.

Il ritorno dei codici iconici

Nel nuovo corso creativo non sono mancate le firme storiche di Gucci. Il celebre Morsetto presente fin dagli anni ’50, è stato reinterpretato su diversi capi, così come il nastro Web i loghi all-over e i bottoni con la doppia G sui cappotti. Questi elementi hanno ricordato le radici della Maison, ma inseriti in silhouette contemporanee, dimostrando come il passato possa convivere con l’avanguardia.

Front row stellare e atmosfera di festa

La prima fila ha accolto una rosa di personaggi provenienti da moda, cinema, musica e sport: Naomi Watts, Donatella Versace, Shawn Mendes, Ghali, Bianca Jagger, oltre a modelli come Mariacarla Boscono, Romeo Beckham e Georgina Rodríguez. La presenza di tali volti ha conferito all’evento un’aura di evento culturale oltre che di sfilata, sottolineando il ruolo di Gucci come crocevia di diversi mondi creativi.

L’evento ha dimostrato che la Maison è pronta a guidare il futuro del glamour, mantenendo vive le proprie icone più amate.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.