Gli italiani brava gente che televotano Ferdi al Grande fratello e vogliono affondare le barche con gli immigrati a bordo

A vederli attraverso i reality show e il televoto gli italiani sembrerebbero gente civile, aperta, senza pregiudizi e curiosa nei confronti dell'altro e della diversità. Infatti dopo la clamorosa vittoria della naufraga transessuale (e pure comunista!) Luxuria all'Isola dei famosi – celebrata da certa stampa di sinistra in modo pomposamente ridicolo – è arrivato il trionfo del ragazzo rom nel capostipite di tutti i reality: il Grande fratello.

Poi però, se spegniamo la tv e ci guardiamo attorno vediamo tutto un altro film: gli omosessuali (non parliamo dei trans) sono quotidianamente oggetto di discriminazioni e violenze, i bravi cittadini organizzano proteste per lo sgombero dei campi rom (quando non provvedono direttamente alla soluzione del problema con benzina e accendino) e i demagoghi fascisti che vaneggiano di affondare le barche che trasportano immigrati clandestini vengono acclamati dalle folle e finiscono in parlamento.

Per intenderci: parliamo delle stesse carrette del mare utilizzate a suo tempo dal neo vincitore del Gf per arrivare in Italia.

Le contraddizioni sembrerebbero irrisolvibili, ma solo ad uno sguardo ingenuo. Perché di fronte a un racconto televisivo – film, fiction o reality che sia – è facile farsi suggestionare dalla confezione della storia, dal montaggio, dalle musiche e schierasi dalla parte dell'eroe positivo e dei buoni, laddove ci vuole condurre la sceneggiatura.

Anzi è facilissimo, soprattutto perché si è consapevoli che si tratta di finzione, di tv, di qualcosa che niente ha a che fare con la nostra realtà e in particolare con i nostri interessi, che in genere siamo pronti a difendere soprassedendo a qualsiasi scrupolo morale o sentimento di solidarietà.

Luxuria non è la nostra collega d'ufficio o la fidanzata di nostro figlio e Ferdi non fa parte del gruppetto di zingari che ci importuna con le richieste di elemosina al semaforo sotto casa. Fanno parte di un mondo a sé, indipendente e lontano dal nostro, dove è bello e commovente che trionfi il debole, l'emarginato o il diverso, perché questo trionfo non interferisce minimamente con la nostra vita e la nostra routine.

Quindi possiamo pure televotare lo zingaro o la transessuale per gustarci come al cinema un'edificante storia di riscatto, con struggente happy end e lacrime di contorno e al tempo stesso continuare a non tollerare e discriminare tutti quelli che, fuori dalla realtà ovattata della tv, ci appaiono come una minaccia per il nostro stile di vita e il nostro caro, vecchio e prevedibile paesaggio sociale. Insomma: tra televotare Ferdi al Grande fratello e votare Borghezio alle elezioni non c'è, purtroppo, contraddizione.

Scritto da Style24.it Unit
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