Giuliano Ferrara e la grande balla sui berlusconiani minoranza bistrattata nei media forcaioli

In un editoriale pubblicato ieri sul Foglio, Giuliano Ferrara prova a rispondere al perché da anni "non faccia che trovare scuse per giustificare comportamenti indecenti del mondo politico che fa capo a Berlusconi". La questione è interessante, e lo sono anche le risposte dell'elefantino, perché rappresentano al meglio – riguardo stile ed elaborazione intellettuale – le motivazioni che la cricca giornalistica che muove le leve dell'informazione berlusconiana presenta a difesa delle proprie scelte e del proprio ipergarantismo.

In primo luogo Ferrara, che parte giustamente dalla fine della Prima Repubblica, giudica il lavoro delle procure che prima hanno affossato i vecchi partiti e poi hanno indagato su Berlusconi come segnato da una "tendenza antigiuridica", insomma da un agire fuori dalla legalità riscontrabile principalmente nell'uso spregiudicato della custodia cautelare (ai tempi di Tangentopoli) e poi delle intercettazioni (oggi). Ma la carcerazione preventiva, allo stesso modo delle intercettazioni, sono previste dall'ordinamento italiano così come dalle leggi di tutte le democrazie del mondo, e francamente paragonarle alla "tortura", come fa il nostro elefantino, rasenta il ridicolo. Domando: esiste qualcuno sulla terra che preferirebbe a qualche notte di galera o all'essere intercettato centro frustate sulla schiena o un paio di sedute di elettroshock?

La seconda motivazione adotta da Ferrara è se possibile ancora più sconclusionata, e anche decisamente ipocrita. Scrive il direttore del Foglio di amare giornali e tv ma di disprezzare il loro "unanimismo ideologico paragiacobino, questo loro rifiuto sprezzate di ogni correzione liberale al tracciato gogna e galera". Ecco, questo è uno dei punti che più mi infastidisce della difesa dei pretoriani di Cesare (alias Berlusconi): questo volersi rappresentare anche come anticonformisti, marginali, piccola minoranza indifesa di fronte all'unanimismo forcaiolo e giustizialista dei mass media.

Dico, ma che scherziamo? Che si mettano a fare le vittime, a recitare il ruolo della minoranza bistrattata, quelli che controllano tutta la televisione in chiaro (Rai e Mediaset) e buona parte della stampa, e che grazie all'uso spregiudicato dell'informazione sono riusciti a demolire l'immagine di Mani Pulite e a far divenire "senso comune" questo ipergarantismo alle vongole che sa tanto di impunità generalizzata, e no davvero questo non può passare.

Insomma caro Ferrara, passino pure le elucubrazioni sui paralleli tra intercettazioni e tortura, ma per amore della decenza, non veniteci pure a recitare il ruolo di quelli schiacciati e marginalizzati dal sistema, perché voi siete il sistema! Si guardi il telegiornale di Minzolini, quello di Mimun, il Porta a porta di Vespa e qualunque altra rubrica giornalistica di Raiset: ormai chiunque non ripeta come un mantra che tutti sono innocenti fino all'ultimo grado di giudizio (e dunque si devono tenere poltrone e potere) viene considerato una sorta di pazzo eversivo meritevole del bollino rosso per tenere lontano dalla visione i bambini; uno che bene che gli vada può sperare di scrivere sui due o tre giornali che ancora provano a fare opposizione al governo.

Scritto da Style24.it Unit
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