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Genitori e figli, agitare bene prima dell'uso (e mai in televisione)

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Ho visto ieri la nuova commedia di Giovanni Veronesi, Genitori e figli – agitare bene prima dell'uso, e devo confessare di essermi divertito molto: è uno di quei film nati bene, che hanno ritmo, un cast in vena e sono pervasi da una frizzante ironia che va quasi sempre a segno. Il rischio, raccontando di coppie che scoppiano, genitori e figli adolescenti, incomprensioni tra generazioni, era al solito quello di cadere nel banale e nello stereotipo, ma Veronesi è stato bravo a evitare per quanto possibile l'insidia.

Al cinema mi è venuto da pensare con orrore a una puntata di Porta a porta (o di qualunque altro talk show) dedicata al film, magari c'è pure già stata, non saprei. Provate a immaginarvi Vespa, o Setta o Sposini, mettersi a discettare dei temi affrontanti da "Genitori e figli", facendo sociologia spicciola con qualche studioso narciso tipo Paolo Crepet, con qualche showgirl svampita che racconta del rapporto con i figli e con qualche ex concorrente del Grande fratello (nel film il figlio di Michele Placido aspira a entrare nel reality). Che incubo! So che il film – che peraltro sta andando molto bene – ha bisogno di promozione, ma la prego Veronesi, almeno per il suo bene vada in tv il meno possibile.
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