Foreign Tongues segna il ritorno in studio dei Rolling Stones con un progetto pensato per sorprendere: 14 brani, collaborazioni importanti e una gestazione rapida che ha portato alla registrazione dell’album in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London. L’uscita globale è prevista per il 10 luglio anticipata dal singolo “Jealous Lover” rilasciato il 26 giugno e dal precedente estratto “In The Stars”. La produzione è firmata da Andrew Watt già responsabile del precedente lavoro della band.
Foreign Tongues si presenta come un disco che mescola riferimenti al rock classico della band con aperture verso sonorità R&B e atmosfere più melodiche. Al centro rimangono le voci e le chitarre di Mick JaggerKeith Richards e Ronnie Wood affiancate da una sezione ritmica consolidata con Darryl Jones e Steve Jordan. Il contributo al piano di Steve Winwood è segnalato come elemento distintivo in alcune tracce, mentre la produzione di Andrew Watt punta a valorizzare la coesione del gruppo.
Le registrazioni rapide ai Metropolis Studios e la squadra in studio
Il nucleo creativo dei Rolling Stones si è ristretto per lavorare in modo intensivo: le registrazioni si sono svolte in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London una scelta che ha imposto ritmi serrati ma anche un clima di concentrazione. Il produttore Andrew Watt ha già guidato la band nel precedente progetto Hackney Diamonds premiato con 1 Grammy Award e qui ha riproposto un approccio simile, cercando di mantenere l’energia dal vivo. La line-up include, oltre ai membri storici, musicisti di fiducia come Darryl Jones e Steve Jordan il cui apporto ritmico è stato descritto come fondamentale per il groove dell’album.
Contributi esterni e ruoli specifici
Tra le aggiunte che emergono nei crediti figura Steve Winwood il cui piano è riconoscibile in alcune incisioni, mentre la produzione ha preferito valorizzare arrangiamenti minimali dove necessario per lasciare spazio al canto di Mick Jagger e alle chitarre di Keith Richards e Ronnie Wood. La scelta di registrare rapidamente è stata motivata anche dal desiderio di mantenere una tensione creativa immediata: il risultato, secondo quanto comunicato dalla band, è un disco compatto che sfrutta al massimo le qualità dei singoli musicisti.
I singoli anticipatori e l’approccio musicale
Il singolo “Jealous Lover” pubblicato il 26 giugno è stato pensato come un anticipo significativo: un brano con forte impronta R&B in cui la voce di Mick Jagger esplora registri più fini, compreso l’uso del falsetto, su una sezione ritmica guidata da Darryl Jones e Steve Jordan. Rispetto a “In The Stars” che ha un carattere più rock, la scelta di proporre tracce differenti riflette la volontà della band di mostrare sfaccettature multiple all’interno dello stesso album. Il disco conterà in totale 14 brani e sarà pubblicato da Polydor/Universal Music.
La strategia di pubblicazione — singoli che esplorano registri diversi e un vinile colorato per “Jealous Lover” — indica l’intento di intercettare pubblici trasversali, dagli appassionati di rock storico ai nuovi ascoltatori attratti da inflessioni soul e R&B. La produzione di Andrew Watt collima con questa idea, puntando su arrangiamenti che esaltano sia i momenti più asciutti sia quelli più carichi di strumentazione, sempre mantenendo il focus sulle performance dei membri della band.
Un aneddoto sulla sessione e collaborazioni non avvenute
Durante le fasi di preparazione del progetto la band ha raccontato di aver dovuto rinunciare a un incontro programmato con Amy Winehouse spiegando con brevità: “Dovevamo incontrare Amy Winehouse, non è accaduto” e aggiungendo che “Il successo era troppo per lei“. Sempre a proposito del processo creativo, i membri hanno spiegato: “Non volevamo che la gente si annoiasse aspettandoci, siamo corsi in studio“, sottolineando la scelta di trasformare l’attesa dei fan in un progetto concreto.
Con l’uscita fissata per il 10 luglioForeign Tongues si prepara a entrare nel catalogo della band come un lavoro voluto, rapido e collaborativo, che punta a riconfermare la capacità dei Rolling Stones di rinnovarsi pur mantenendo radici profonde nel rock e nel rhythm and blues. La combinazione di singoli distinti, sessioni compatte ai Metropolis Studios e la produzione di Andrew Watt mette in evidenza l’obiettivo della band: consegnare un album coerente e immediato che parli sia ai fan storici sia a nuovi ascoltatori.



