Fiorello con Benigni e gli orfani del più grande spettacolo in tv

Nuovo record d’ascolti per Fiorello: 13,5 milioni di spettatori con uno share del 50%. Ma in tv il varietà d’autore è ormai un genere estinto: cosa andranno a vedere gli orfani de Il più grande spettacolo dopo il weekend?

Per l’ultima puntata del suo show da record d’ascolti, Il più grande spettacolo dopo il weekend che ieri ha conquistato 13,5 milioni di spettatori, Fiorello firma un’eccellente pagina di televisione, anche grazie alla caratura dei suoi ospiti, su tutti il solito grandissimo Roberto Benigni, più che un comico ormai un padre della patria, come mi è già capitato di osservare.

E poi il simpatico duetto con Roberto Bolle, un Jovanotti in ottima forma e degli sketch finalmente un po’ più graffianti del solito; da applausi quello sul profilattico – ribattezzato “salva pischelli” – in cui Fiorello si fa beffe della direttiva Rai che vieta di pronunciarne anche solo il nome, chiedendo invece al pubblico di gridarlo in coro.

Simpaticissima anche la gag dove Lorenza Lei, il dg della Rai imitata dal conduttore, istruisce Baldini sulle parole vietate in Rai: “preservativo”, ma anche “Santoro” e “Dandini”, che – spiega – sono la stessa cosa. E poi, come dicevamo, Roberto Benigni, che finge di fare satira contro Berlusconi per imposizione della Rai – trovata geniale – poi si diletta nel vecchio e goliardico inno del corpo sciolto e conclude con una bellissima citazione di Sandro Pertini, in una sorta di abbraccio agli italiani in questi tempi difficili.

Insomma, uno spettacolo come si deve e come deve pretendere chi paga il canone. Viene solo da chiedersi, ora che è finito, cosa mai andranno a vedere i 12 milioni di telespettatori (per l’ultima puntata 13 con share del 50%) che fin qua l’hanno seguito con tanta costanza. Si spera optino per qualche serata fuori casa, perché la televisione da tempo ha rinunciato a show di questo tipo, se non per qualche evento sporadico. E viene da domandarsene il motivo. Perché l’intrattenimento televisivo è stato completamente appaltato al genere reality? Perché si insiste con una formula che ormai il pubblico rifiuta (pensate al crollo del Grande fratello o al clamoroso flop di Star Academy)?

Qua si ha l’impressione che i signori della tv più che assecondare i gusti del pubblico cerchino di indirizzarli verso ciò che fa loro più comodo (non si capirebbe altrimenti l’ostracismo verso Vieni via con me di Fazio e Saviano o nei confronti del ritorno di Celentano, per esempio): ovvero l’intrattenimento lobotomizzante stile Grande fratello. Fa comodo prima di tutto economicamente: se coltivi un pubblico di beoti lo puoi accontentare con qualunque fesseria e investendo budget striminziti; e fa comodo politicamente, per ragioni ancora più ovvie. Ma i tempi sembrano davvero cambiati, e anche Mediaset per risalire un po’ la china degli ascolti è stata costretta a dare spazio e carta bianca a Checco Zalone.

(In foto: Fiorello).

Altri link utili:

Fiorello-Roberto Benigni nell’inno del corpo sciolto, profilattico salva vita e Jovanotti vampiro

Fiorello show ultima puntata: Benigni, Jovanotti e la tv di qualità

Fiorello contro Zalone: perde la critica televisiva

Scritto da Style24.it Unit
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