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Fini e la casa di Montecarlo: ancora una volta riesce il complotto del Caimano e dei suoi cecchini mediatici

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Ancora una volta l'informazione italiana ci è cascata e ha fatto – sta facendo – il gioco di Silvio Berlusconi che, con la preziosa collaborazione dei suoi cecchini preferiti: Feltri e Belpietro, ha messo in piedi l'ennesima campagna di stampa denigratoria e giustizialista (perché il garantismo è una bandiera che va adoperata solo a difesa del proprio clan) contro il nemico di turno, oggi l'onorevole Gianfranco Fini. Il quale viene accusato, in modo del tutto fumoso e senza lo straccio di una prova, di aver venduto sottocosto un immobile ereditato dal partito al cognato, Giancarlo Tulliani.

Ora, passi che si prestino al complotto (di questo si tratta) i vari mercenari a libro paga del Cavaliere (cioè buona parte dei giornalisti promoter che lavorano in Raiset), ma gli altri come fanno ad assecondare questa porcheria? Come si fa a mettere al centro del dibattito politico questa storia ambigua e marginale per la quale Fini non è neppure indagato, e verosimilmente non lo sarà mai? E come si può non rilevare la strumentalità e l'indegno doppiopesismo dei protagonisti di questa campagna, sempre pronti a sbandierare i principi del garantismo per difendere gli amici indagati (Cosentino) e condannati (Dell'Utri) per mafia e allo stesso tempo decisi a chiedere la testa del presidente della Camera per la storia tutta da verificare di una casa di 60 metri quadri?

Ma soprattutto, visto che c'è ancora qualche idiota pronto a credere alla buona fede dei Feltri e dei Capezzone, come si possono reclamare a gran voce le dimissioni di Gianfranco Fini – ripetiamolo: neppure indagato – e stare zitti di fronte alla situazione davvero grottesca di un presidente del Consiglio, il poco onorevole Silvio Berlusconi, che è tutt'ora sotto processo per corruzione in atti giudiziari (caso Mills), fondi neri e appropriazione indebita? Per tacere sulle assoluzioni con formula dubitativa, sulle prescrizioni, sugli scudi, sulle leggi che cancellavano i reati di cui ha usufruito in questi anni per sfuggire alle accuse delle procure. E lasciando perdere i festini con puttane e minorenni. Ci dica, Feltri, come mai non ha mai pensato di raccogliere qualche firma contro il suo padrone? Ops, la risposta, come spesso accade, sta già nella domanda.

(Nella foto: Fini con la compagna Elisabetta Tulliani).

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