Festival Sanremo 2012: Celentano censurato da Radio uno

Le esibizioni di Adriano Celentano e Luca e Paolo stroncate dagli speaker da Cina popolare di Radio Rai

Premetto che non amo le feste, tanto meno quelle come San Valentino inventate dai produttori di cioccolatini e cianfrusaglie, ma ieri sera sono comunque uscito fuori a cena con la mia fidanzata, per una semplice pizza, anche se purtroppo siamo capitati in un posto dove un idiota vestito da Cupido stonava a squarciagola le canzoni più brutte della musica italiana.

Va beh, tutto questo per dire che non ho potuto seguire il festival di Sanremo in televisione, ma mi sono dovuto accontentare di ascoltarne qualche frammento dalla diretta di Radio uno, mentre stavo in automobile.

Primo frammento, sono in scena Luca e Paolo, che prima scherzano bonariamente su Benigni – che passa dalla poesia allo sventrapapere con invidiabile nonchalance – e poi si lanciano sul terreno ben più scivoloso del canone Rai, ironizzando facilmente – ma piuttosto efficacemente – su un abbonamento da più di cento euro pagato per “vedere Vespa e Giletti“. Applausi scroscianti del pubblico, replicati quando si passa – più o meno seguendo lo stesso spartito – alle tasse del governo Monti. Ma quelli di Radio uno, immediatamente imbarazzatissimi, son subito pronti a intervenire per stroncare i comici genovesi. Del resto – chiosa la voce maschile – “la satira quando dura più di venti minuti non è più satira”. Infatti, le commedie di Aristofane durano tutte 19 minuti spaccati.

All’uscita dall’infausta pizzeria con l’angelo canterino, ci becchiamo un altro pezzo di Sanremo dagli amici di Radio uno. È la volta di Adriano Celentano, che pare abbia appena finito di criticare la Chiesa e i giornali cattolici come Famiglia Cristiana e Avvenire, e in quel momento se la sta prendendo con la Corte Costituzionale che ha bocciato i referendum sulla legge elettorale. Ovviamente rientrano in gioco i solerti burocratici di Radio uno, che attaccano Celentano e con il loro inutile chiacchiericcio coprono pure parti dell’esibizione. Uno di loro arriva persino a delirare sulla necessità di una par condicio, insomma secondo questo genio Morandi avrebbe dovuto invitare sul palco anche i direttori di Famiglia Cristiana e Avvenire, e magari persino il papa, chissà, pensa che spettacolo!

Su questo blog abbiamo parlato più volte, negli scorsi mesi e anni, di regime berlusconiano e di media controllati. Ma la triste verità è che il regime, probabilmente, noi italiani ce l’abbiamo dentro, ce lo costruiamo da soli, senza bisogno dell’aiuto di Berlusconi o di altri leader forti. Almeno, in Rai sicuramente funziona così, perché negli anni è stata riempita in ogni angolo di signori come i due speaker di Radio uno di ieri, di grigi funzionari governativi da Cina popolare, messi là a segnare con la matita rossa ogni minima violazione del politicamente corretto, ogni piccolo appunto mosso contro lo status quo e i poteri forti. Decisamente, era meglio farsi assordare dal Cupido pop del ristorante.

(Foto: infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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