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19 Ottobre 2026

Femminicidio in provincia di Varese: il sospetto e il Gps

Il caso di Pierina Buffon: uno scontro frontale a 140 km/h, il ritrovamento di un dispositivo di localizzazione e l'indagine della Procura di Busto Arsizio.

Femminicidio in provincia di Varese: il sospetto e il Gps

La morte di Pierina Buffon ha scosso la comunità del Varesotto. In un incidente avvenuto sulla tangenzialina di Cassano Magnago un’auto ha impattato frontalmente una Dacia guidata dalla donna, che è deceduta sul colpo. Al volante dell’altra vettura c’era Fulvio Ielmini 73 anni, che si trova ora indagato per femminicidio e per omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Il caso è seguito dalla Procura di Busto Arsizio diretta da Carlo Nocerino con il pubblico ministero Massimo De Filippo. I verbali ricostruiscono una dinamica in cui la Jaguar di Ielmini avrebbe invaso la corsia opposta viaggiando a 140 km/h causando lo schianto. Dalle indagini emergono elementi che fanno propendere gli inquirenti per una strada diversa dall’evento accidentale: tra i rottami della Dacia sarebbe stato recuperato un piccolo dispositivo di localizzazione Gps e un apparecchio analogo sarebbe stato sequestrato dai carabinieri durante una perquisizione a casa del sospettato.

Le dichiarazioni e le contestazioni della Procura

Il 73enne, ricoverato con una gamba fratturata e piantonato in ospedale, ha reso dichiarazioni contrastanti. Ha detto «Non c’entro nulla.» e ha poi affermato «Mi volevo schiantare. Ho trovato questo ostacolo e ci sono andato addosso», parole che gli inquirenti stanno valutando nel quadro complessivo delle prove raccolte. L’avvocato difensore, Angelo Luini ha preannunciato la richiesta di una perizia per verificare le condizioni psichiche dell’indagato al momento dei fatti.

Per la Procura lo scontro non appare come un semplice incidente stradale: il capo di imputazione è pesante e prevede l’ergastolo in caso di condanna per l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Gli investigatori sottolineano che lo scenario investigativo è incentrato su una «deliberata condotta di guida», cioè su una scelta intenzionale di lanciare l’auto nella corsia opposta. Questa lettura è alla base della qualificazione del reato come femminicidio.

Il ruolo del Gps e le denunce precedenti

Un elemento chiave emerso dall’inchiesta è il ritrovamento di un localizzatore Gps tra le lamiere della Dacia e l’esistenza di un dispositivo analogo nella disponibilità del sospettato. Gli accertamenti mirano a chiarire se la vittima fosse stata tracciata a sua insaputa e se gli spostamenti fossero seguiti in tempo reale. Questo aspetto assume rilievo alla luce delle segnalazioni fatte in precedenza da Pierina Buffon.

Segnalazioni, diffide e la denuncia

Documenti già presenti agli atti evidenziano che la donna, assistita dall’avvocata Cinzia Botta aveva formalizzato due diffide e una denuncia per minacce. Anche i figli di Pierina hanno parlato di episodi persecutori: in particolare, Denis Ruocco ha parlato di atti persecutori subiti dalla madre, mentre Pietro ha riferito che già ad agosto sull’auto della donna era stato trovato «un dispositivo di localizzazione gps».

Questi elementi scritti costituiscono la traccia più antica delle tensioni tra le parti e per la Procura rafforzano l’ipotesi che alla base dello scontro ci siano motivazioni personali e non un incidente casuale. Le verifiche tecniche sul dispositivo ritrovato e gli accertamenti sui percorsi precedenti all’impatto sono centrali per la prosecuzione dell’inchiesta.

Il quadro processuale e le condizioni dell’indagato

Al momento il fascicolo è nelle mani della Procura di Busto Arsizio e il reato contestato da Massimo De Filippo è di estrema gravità. L’uomo è ricoverato, con necessità di intervento alla gamba, ma è attualmente sotto custodia ospedaliera. La difesa ha annunciato la volontà di produrre elementi per una perizia psichiatrica che possa chiarire le condizioni mentali di Ielmini al momento dell’impatto.

Dal punto di vista investigativo, gli accertamenti tecnici sui mezzi, le rilevazioni autostradali e gli eventuali filmati o testimonianze presenti sulla tangenzialina di Cassano Magnago saranno fondamentali per costruire la ricostruzione definitiva dell’accaduto. Restano centrali le dichiarazioni dei familiari di Pierina e la documentazione delle denunce pregresse, che delineano un rapporto caratterizzato da tensioni e segnalazioni di molestie.

La vicenda è stata registrata con pubblicazione il 19/10/2026 alle 13:17 e aggiornamento finale in mattinata il lunedì 19 ottobre 2026 alle 08:31. Le indagini proseguono sotto la direzione della Procura e con gli accertamenti dei carabinieri, che hanno già eseguito perquisizioni e sequestri relativi al caso.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.