Facebook e la filosofia da bacio perugina che ipnotizza le masse

Bisogna evitare facili ottimismi nel passaggio dalla televisione al web come medium dominante: sui social network, per esempio, abbondano i contenuti spuzzatura pronti a ipnotizzare le masse più e peggio della tv

Non dovrei dirlo, visto che sono blogger, influencer e non so che altro.

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Ma non sono molto pratico di social network: conosco poco Twitter e su Facebook, benché frequenti da qualche anno, mi capita di impappinarmi. Per dire, ogni tanto mi spariscono gli aggiornamenti su alcuni contatti e mi spuntano fuori persone che quasi non so chi siano.

Un caso mi risulta particolarmente incomprensibile: una ragazza, molto giovane, mai vista né conosciuta, di cui non ricordo nessuna richiesta di amicizia e meno che mai di aver preso l’iniziativa io. Però non l’ho cancellata, perché mi incuriosisce (anche per il mio lavoro di blogger). Nel senso che, per estrazione sociale, appartenenza generazionale e retroterra culturale, è molto lontana da me, e mi permette di avere accesso a un mondo che mi è precluso, quello dei ventenni di oggi con poca istruzione. Quelli che un tempo erano lo zoccolo duro della tv commerciale, orientativamente dai tempi del Drive In fino a quelli del Grande fratello.

L’amica a mia insaputa posta sempre una gran quantità di roba. A volte si tratta di pensieri in un italiano traballante e da sms, che vertono immancabilmente sui gioie e tormenti della sua vita privata, popolata a quanto pare da molte persone cattive e invidiose (l’invidia degli altri va sempre fortissima sui social network). Ancora più spesso pubblica immagini e testi che pare abbiano un grande successo su Fb: frasette da baci perugina, massime da filosofia de noantri, moniti da bar sport, banalità e stupidità assortite presentate come grandi verità su cui riflettere.

Roba come questa: quando si ha un carattere sincero e la coscienza pulita ci si può permettere di guardare la gente dritto negli occhi, non permettere a un cielo grigio di bloccare le ali… tu prova a volare, la gente parla e quando non sa cosa dire inventa, chi augura il male agli altri si ricordi che il suo è dietro la porta, il tempo rivela sempre le persone per quello che sono realmente  e così via.

Tra l’altro scopro che ci sono alcuni guru, che fabbricano alcune di queste perle di saggezza che manco Barbara D’Urso o Maria De Filippi nella forma peggiore, i quali organizzano corsi per imparare a vivere meglio, per sedurre il partner dei sogni, per rendere di più sul lavoro. Un week-end, qualche migliaio di euro, e con 10 ore di lezione non ti ferma più nessuno. Per non parlare delle offerte che promettono di diventare milionari lavorando da casa un’ora al giorno!

Ecco, scrivo questo per suggerire di evitare facili ottimismi nel passaggio dalla televisione al web come medium dominante. Perché il discorso non può limitarsi al contenitore. Perché il messaggio, con buona pace di McLuhan, non è mai solo il medium. Il messaggio è il messaggio.

E se ieri (solo ieri?) la televisione commerciale ipnotizzava le folle rintronandole a suon di televendite, veline e grandi fratelli, oggi sulla Rete nulla impedisce ad una larga fetta di popolazione di chiudersi nel recinto del proprio privato coltivando pure l’illusione di essere connessa con il mondo, e di scambiare quattro minchiate indegne persino dei libri di Moccia per perle di saggezza (e magari di abboccare ai pacchi di cui sopra, per nulla diversi dalla tanto esecrata pubblicità ingannevole della tv). Ignorando allegramente tutto quello che le succede attorno e dove stia di casa la vera arte e la vera filosofia. Appunto, come prima, più di prima.

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Scritto da Style24.it Unit
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