Fabrizio Corona: la rivoluzione tv di papà Vittorio

Vittorio Corona voleva trasformare Studio Aperto in un TG interattivo, in cui la gente poteva intervenire sia in studio che da casa. Berlusconi lo indusse a dimettersi da direttore del Tg di Italia 1!

Un Tiggì interattivo e con il pubblico presente in studio sarebbe la più radicale metamorfosi di un classico standard televisivo in un format all’avanguardia.

Ebbene, già nel 1993 questa rivoluzione è realtà.

Ne è autore su Italia 1 Vittorio Corona, bravissimo giornalista e creativo che ha inventato inedite soluzioni editoriali come, tra l’altro, direttore di King, Moda, art director de La Voce di Montanelli.

Vittorio era padre del più o meno noto o più o meno famigerato Fabrizio, ma anche fratello di Puccio Corona, ex mezzobusto del Tg Uno.

Corona voleva trasformare il TG in un ambiente aperto, interattivo, addirittura democratico, in cui il pubblico irrompeva sulla scena protetta non solo per simboleggiare una diversa gestione della notizia, ma per attuarla.

Ecco come racconta la sua esperienza di direttore del Tg di Italia 1.

“Studio aperto era un Tg bellissimo, lo studio era un loft che nella mia testa doveva rappresentare un Villaggio globale. C’era il fax, un punto internet, la gente poteva intervenire sia in studio che da casa. Era un telegiornale interattivo e c’era una gestione delle notizie diversa dagli altri: quasi nullo l’apporto politico interno e molta satira, molti graffi. Cominciai a fare televisivamente quello che avrei fatto con i fotomontaggi a La Voce”.

Il progetto durò dieci giorni. Berlusconi, racconta Corona, pretese anche da lui un appoggio alla sua discesa in campo, e lui decise di dimettersi…

Scritto da Style24.it Unit
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