Epagogix: il computer scrive la fiction sbanca-auditel

La fortuna di una fiction dipende da molte e volubili cause, difficili da valutare ed armonizzare in una formula di sicuro successo. Il computer è lo strumento migliore per gestire un sistema di variabili così complesso.

Da questa intuizione nasce Epagogix, un software neuronale ideato dall'inglese Dick Copaken per stimare il valore dei vari cliché narrativi ed assemblarli in una combinazione vincente. Copaken crea il suo logaritmo ad imitazione di quello della Platinum Blue di New York, azienda che predice al computer quali canzoni scaleranno le classifiche di vendita.

Risultato?

Gli algoritmi di questo ex avvocato, esaminando le centinaia di sceneggiature del passato presenti nei loro database, sono riusciti a predire il successo di film e telefilm con un margine di errore di appena il 2 per cento, ottimizzando il fatturato dell'industria della fiction Usa.

"Di solito – racconta Panorama- gli studios (americani) guadagnano solo con tre dei dieci film che mettono in lavorazione: applicare la formula magica di Copaken significa raddoppiare la percentuale dei successi e aggiungere circa 1 miliardo di dollari al bilancio".

The New Yorker Magazine racconta in un chilometrico articolo la storia di Copaken, fulminato sull'aereo dalla visione di un film scozzese che lo commuove. Il razionale anglosassone non si lascia però risucchiare dal vortice emotivo suscitato in lui da Dear Frankie, storia tristissima di un bimbo sordomuto senza padre.

Esamina invece con freddezza personaggi e situazioni narrative del film, sperimentando per la prima volta il sistema Epagogix, termine usato da Aristotele per designare l'apprendimento induttivo che va dal particolare al generale.

Dopo quell'esperienza, Copaken intuisce anche che molte storie di successo nascono dalla realtà.

E' il caso della morte di Lady Diana, archetipo di narrazione esemplare.

Quella disgraziata vicenda contiene infatti una gamma di elementi che funzionano.

Diana è una regina, già di suo molto più interessante di una maestra elementare.

E' bella e bionda, ed il suo amante è scuro ed esotico: l'assortimento razziale bianconero è vincente. (Ne sa qualcosa la Juve!).

Lui, inoltre, è ripudiato dalla famiglia di lei, particolare evocativo di una storia universale già brevettata dalla buonanima di William Shakespeare con Romeo e Giulietta.

Infine, la sua morte tragica avviene in un tunnel a Parigi. Una cosa che funziona, spiega infatti Copaken, è l'ambientazione "chiusa". Piacciono le storie collocate in prigione o in luoghi inaccessibili, come il Palazzo delle Nazioni Unite.

Insomma, sorge il dubbio che la morte di Diana sia frutto di una sceneggiatura.

Invece no: la realtà supera la fantasia, direbbero i meno fantasiosi.

Unica conclusione incongrua della lunga cronistoria fatta da The New Yorker è legata al "rivelatore" e sconsolato film scozzese, Dear Frankie.

Ebbene, proprio quel film che tanto era piaciuto a Copaken e gli aveva aperto la strada del successo imprenditoriale, secondo il programma informatico Epagogix non si sarebbe mai dovuto mettere in cantiere.

Morale? Il computer ogni tanto sbaglia.

La statistica è una scienza redditizia, ma viva le eccezioni!
Vai al sito di EpagogixVai al sito di Platinum Blue, software che predice le canzoni di successoVai all'articolo su Copaken del The New Yorker Magazine

Scritto da Style24.it Unit
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