Elsa Fornero e i 400.000 esodati a sua insaputa: ridateci Carfagna!

Gli esodati prodotti dalla riforma di Elsa Fornero non sono 65.000, come ha sempre detto il ministro, ma sei volte tanto. Se un disastro del genere lo avesse prodotto un ministro di Berlusconi come avrebbero reagito i media di sinistra?

Che i tecnici al governo, in primis il nostro presidente del Consiglio, non sprizzassero umanità da tutti i pori l’avevano ammesso fin da subito anche i loro più accaniti fan.

Per il ministro Elsa Fornero, quella che bacchetta i giovani che cercano il posto fisso e piazza la figlia nell’università dove insegna col marito o che insulta gli italiani definendoli magiaspaghetti e scansafatiche, il discorso vale doppio: la signora, come è noto, ama ostentare una supponenza e uno snobismo che sfiorano il razzismo sociale.

Ma ci spiegavano, e ci dicevamo tra noi, che questa incapacità di empatia coi governati e la parallela inettitudine comunicativa venivano compensate dalla professionalità e l’alta competenza tecnica dei professori, gli unici in grado di studiare e attuare le riforme per salvare il Paese.

Notizia di ieri, data da tg e giornali con una leggerezza e una neutralità da far impallidire: i famosi esodati (quelli che si ritrovano senza lavoro e senza pensione) creati dalla tanto vantata riforma pensionistica della Fornero non sono 65.000, come il ministro ha sempre sostenuto, ma niente meno che sei volte tanto (lo dice l’Inps, non la Camusso). Avete capito bene: non il doppio, non il triplo, bisogna moltiplicare per sei e arrivare alla cifra di 390.000 persone messe su una strada.

Ora, lasciamo perdere che in un paese normale un ministro che crea – senza manco prevederlo – un disastro simile sarebbe costretta a dimissioni istantanee, ma mi chiedo: che avremmo detto se una catastrofe simile l’avesse provocata il governo Berlusconi? Cosa avrebbero scritto i professorini radical di Repubblica o l’intellighenzia borghese del Corsera? E Lerner, Gruber, Berlinguer e la schiera di tifosi del Pd in televisione?

Invece, siccome a fare la figura dell’asina incompetente è un’anziana e rugosa professoressa dell’elite culturale del Paese e non una velina passata dai casting televisivi al parlamento, tutti zitti. Ma a questo punto – e pensate a che punto siamo arrivati! – ci toccherà cominciare a rimpiangere Prestigiacomo e Carfagna (sì, nel titolo ho scritto Gelmini, ma non ce la faccio a confermarlo anche qua).

(In alto: Fornero, fonte: Infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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