Elezioni USA 2012: spettatori colpiti da "Sindrome da Luna Rossa"

Elezioni USA 2012: per una notte diventiamo tutti esperti di geografia politica americana. E’ la famigerata “Sindrome da Luna Rossa“.

La cosa avvincente delle Elezioni USA Š che per una notte, come per magia, diventiamo tutti esperti di geografia politica americana. L’inviato di Enrico Mentana da Boston o Chicago ci dice che la Virginia Š in bilico, e subito ci viene l’ansia, vogliamo saperne di pi—, non riusciamo ad andare a dormire senza sapere come va a finire.

Manco fosse ‘na top model indecisa se venire a letto con noi, ‘sta Virginia.

E i seggi al Senato, diamine. Anche quelli. D’importanza capitale sapere la loro distribuzione. Non andiamo in bagno finchŠ il cronista Rai non ci rassicura sul numero delle poltrone conquistate dai compagni di ventura di Obamabarack.

Ci lasciamo colpire dalla famigerata “Sindrome da Luna Rossa“, che ha portato migliaia di italiani ad alzarsi nel cuore della notte per sentir parlare di spinnaker, gennaker, prue, poppe e rande pi— o meno cazzate.

(che pare un film di Cicciolina, e invece trattasi di regate di Coppamerica)

Termini astrusi divengono in poche ore amici fedeli, consentendoci di discettar con (presunta) competenza di Grandi Elettori, exit poll, Camere Alte e Camere Basse – spesso capendoci meno di quanto speriamo, ma pi— di quel che ci pare facciano i vicini di sedia… il che di solito c’incentiva a proseguire.

C’interessiamo di cose a noi ignote, comunque, per il tempo sufficiente a far andare in bestia chi invece ci lavora da una vita, entusiasmandoci o deprimendoci a seconda del fatto che quello che stabiliamo intimamente esserci pi— simpatico (spesso unico metro di giudizio dell’esperto in erba) vinca o perda.

E con in mente Luna Rossa, le poppe e le rande, rieccoci al fato del Wyoming, le sorti del Massachusetts, i destini del Nebraska. Non sappiamo neanche dove sono, quanti sono e che faccia hanno, i nebraskesi, ma per qualche ora la tiv— ci avvicina, ci accomuna, ci appassiona, ci rende fratelli.

(no, forse fratelli no… diciamo cugini)

La mattina dopo torniamo a fregarcenebeatamente della Virginia e dell’Ohio, ma con la consapevolezza di avere vissuto in diretta – magari con poca perizia, ma con tanto ardimento – un pezzo di storia. Ci• che pi— vale, d’altronde, non Š tanto rendersi conto, quanto esserci. Ciao mamma sono in tv.

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Scritto da Style24.it Unit
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