E quelli del Tg1 si dimenticano di spiegare chi è Mangano

Oggi quasi tutti i giornali danno ampio risalto alla commemorazione della strage di via D'Amelio, dove morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta per mano mafiosa, e all'intervento di Gianfranco Fini che, con parole inequivocabili si è ancora una volta smarcato dall'ambiguità della politica del governo Berlusconi sostenendo qualcosa che sarebbe scontato solo fuori dal nostro Paese, e cioè che un mafioso non può essere considerato un eroe.

Nella sua opera di quotidiana disinformazione il Tg1 di Minzolini ha dato la notizia in questi termini: due righe, senza servizio filmato, lette dalla conduttrice sosia della Busi: il presidente della Camera dichiara che Vittorio Mangano non era un eroe. Tutto qua, finito. Cosa capisce il telespettatore medio? Assolutamente niente.

Se invece qualcuno gli avesse spiegato che Mangano era un boss mafioso, pluriomicida, ospitato per due anni nella residenza di Silvio Berlusconi in qualità di "stalliere" e definito da Marcello Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi e senatore Pdl, un "eroe", allora chissà, magari quelle frasi avrebbero potuto far scattare qualche domanda anche nel più distratto degli spettatori. Ma la missione dei media di regime è proprio quella di non far scattare domande nel pubblico, altrimenti poi sarebbe impossibile prevederne gli sviluppi.

Scritto da Style24.it Unit
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