E diciamo qualcosa su 'sto Rockpolitik (ultima puntata)

Lento–Rock: non cambio opinione, populista e scopiazzato da “destra e sinistra” del genio Gaber. Bella comunque la comunicazione di servizio sulla troppa pubblicità durante Beautiful, non è che Rosita Celentano ha chiesto al papi di sostenere la sua battaglia per i diritti delle donne?
Santana: il messaggero di Dio è ormai fuso, il cantante del suo gruppo ancor di più. Non so se è colpa della mia tv ma durante le esibizioni canore l’audio fa sempre pena (era già successo con la sputacchiante Patti) e di certo questo inconveniente non ha giovato ai gorgheggi dell’uomo dalla chioma fluente.

Crozza: divertente come sempre, non ha mai deluso in quattro puntate. E’ il vero mattatore di Rockpolitik, ancor più del padrone di casa. Lui sì che merita una trasmissione tutta sua.
Monologo: lasciamo perdere l’ultima parte che riguarda le dichiarazioni di voto da cerchiobottista, gli immobiliaristi di destra e gli scalatori finanziari di sinistra. Finalmente un monologo alla portata di Celentano, per una volta il molleggiato ha parlato di qualcosa che conosce davvero: il mondo dello spettacolo. E ha detto una verità assoluta: la sua trasmissione, per quanto criticabile, ha portato una ventata d’aria fresca in Tv. E di questo c’era bisogno.
Cornacchione: anche per lui il giudizio non cambia… non riesce ad essere incisivo. Qualche sorriso e niente più. Stasera leggermente meglio rispetto alle scorse puntate.
Guzzanti: era attesissima, ma ha deluso. Tentando di dare un colpetto qua ed uno là ha finito per non centrare alcun bersaglio. Mi aspettavo di dover scrivere fiumi di parole su di lei e invece… bah! A questo punto avrei preferito vedere per dieci minuti il fratello Corrado che imita Giulio Tremonti. O il papà in Commissione…
Cocciante: che dire? Come già visto per Ligabue, Ramazzotti & C. arriva in piena promozione del suo ultimo disco. Comunque era da tanto tempo che non vedevo quel suo testone sbucare dal pianoforte e non sentivo quei suoi “nana ..nana…nana” interminabili. Un tuffo nel passato
Nannini: insomma… se in Italia c’è una donna che non può non essere definita rock è proprio lei: un  invito dovuto.
Eurythmics: anche loro in promozione, se non sbaglio il disco dovrebbe uscire oggi. Bravi fino a quando suonano, poi si destreggiano nell’inevitabile populismo.
Vespa: un genio. Nello stacco pubblicitario si prende in giro mentre presenta l'imminente puntata di Porta a Porta: e se fosse il nuovo Crozza?
Negramaro: certo che ne hanno fatta di strada. Pochi mesi dopo il primo singolo di successo guarda dove sono…
Battiato: un poeta. Un grande artista.
Teocoli: meglio ieri rispetto alla scorsa puntata. Da un livello basso si è elevato ad uno medio-basso.
Il pubblico in studio: completamente folle, capace di ricordare – ad ogni ingresso di Celentano – le ragazzine ai concerti dei Beatles.
Finale: di tutti i momenti della trasmissione proprio quello di Teocoli dovevano farci rivedere? Ma una bella replica dell'intervento di Benigni?
Le pagelle finali: allora… difficile… direi 5,5 a Celentano, 7 alla ventata d'aria fresca portata da Rockpolitik, 8,5 a Benigni, 8 a Crozza. Peccato che il molleggiato non abbia ascoltato il mio consiglio…

Scritto da Style24.it Unit
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