Il 15 luglio 2026, Dolce & Gabbana ha trasformato il Parco Botanico Radicepura di Taormina in un palcoscenico divino, presentando la nuova collezione Alta moda. Questo evento non è stato solo una sfilata, ma una vera e propria celebrazione della femminilità mediterranea, unendo mito, artigianalità e spettacolo in un omaggio alla Sicilia.
Quattordici anni dopo il primo Grand Tour siciliano della maison, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno riportato Taormina al centro della loro narrazione, creando un’esperienza che riflette l’essenza più profonda della Sicilia: teatrale, opulenta e sensuale.
Le devote diventano dee: la trasformazione simbolica
Il concept della collezione ruota attorno a una trasformazione simbolica: le devote diventano dee. Durante lo show, una voce narrante ha guidato il pubblico in un viaggio tra mito e realtà, raccontando di divinità che abbandonano l’Olimpo per scendere sulla terra, nel cuore del Mediterraneo.
La donna immaginata da Dolce & Gabbana è terrena e al tempo stesso divina: forte, sensuale e maestosa. Una figura profondamente siciliana che trova nell’Alta Moda la propria consacrazione. Gli abiti, ricchi di dettagli e lavorazioni artigianali, riflettono questa dualità, trasformando ogni modella in un’icona di bellezza e potere.
Radicepura: un giardino di couture
La scelta del Parco Botanico Radicepura non è stata casuale. I giardini sono diventati la materia prima della collezione e il filo conduttore dell’intero racconto visivo. Rose, peonie e corolle sbocciano direttamente sugli abiti attraverso ricami tridimensionali, applicazioni floreali e lavorazioni che trasformano il tessuto in paesaggio.
Queste vere e proprie architetture botaniche costruite sul corpo rappresentano un omaggio alla natura e alla bellezza della Sicilia. Ogni dettaglio è stato curato con estrema attenzione, creando abiti che sono opere d’arte a sé stanti.
Il trionfo del massimalismo
Mentre gran parte della couture contemporanea esplora essenzialità e minimalismo, Dolce & Gabbana ha scelto la strada opposta, riaffermando senza esitazioni il proprio linguaggio estetico. Volumi monumentali, gonne da ballo regali, mantelle teatrali, bustier ricamati e strati infiniti di tulle ribadiscono un concetto preciso: l’Alta Moda deve stupire.
Ogni abito è stato progettato per rompere l’ordinario e trasformare chi lo indossa in qualcosa di straordinario. Questo approccio massimalista è un tributo alla tradizione della couture, che da sempre cerca di creare abiti che siano opere d’arte.
Il ritorno del nero siciliano
Accanto all’esplosione floreale, il nero è emerso come un altro grande protagonista della serata. Pizzi trasparenti, velluti preziosi, tubini con frange e silhouette sensuali riportano in passerella alcuni dei codici più iconici della maison. Questo nero è un omaggio alle vedove siciliane, alle feste patronali e al cinema italiano, reinterpretato attraverso il linguaggio della couture.
Il nero diventa così un simbolo di eleganza assoluta, un tributo alla tradizione e alla cultura siciliana. Ogni abito nero è stato progettato per esaltare la bellezza e la sensualità della donna, creando un contrasto affascinante con gli abiti floreali.
Un front row internazionale
A rendere ancora più spettacolare la serata è stato il parterre di ospiti internazionali che da anni accompagna i Grand Tour della maison. Monica Bellucci, in particolare, ha confermato il suo legame storico con Dolce & Gabbana scegliendo un sofisticato look nero in pizzo.
Jennifer Lopez ha celebrato l’opulenza siciliana con un’imponente creazione dorata ispirata ai mosaici della Cappella Palatina di Palermo. Tra i momenti più emozionanti della serata, il debutto in passerella di Léonie Cassel, figlia secondogenita di Monica Bellucci e Vincent Cassel, che ha aperto lo show con un scenografico abito nuvola ricoperto di fiori.



