David Carradine e la folle corsa mediatica allo scoop sulla sua morte

di Mauro Giorgio

La notizia più sconcertante è senza dubbio quella annunciata da Repubblica.it di ieri sulla scomparsa di un attore maiuscolo come David Carradine.

Di pretesti per parlarne, vista la sua sterminata filmografia declinata spesso e volentieri sul genere orrorifico, ne avrei a iosa e possono fare riferimento a pellicole come Q – Il serpente alato, Anno 2000 la corsa della morte, Gli adoratori del male, The Demon Slayer, ma al di là dello specifico filmico (non mi interessa in questa sede né sviscerare per filo e per segno la lista sconfinata dei suoi film, né ricordarlo in una pellicola particolare) ciò che mi interessa è puntualizzare il fatto che il cinema è rimasto orfano di un importante presenza attoriale.

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Questa importanza è siglata da opere indimenticate come America 1929 – Sterminateli senza pietà, incontro fondamentale con Scorsese, L'uovo del serpente per la regia di un certo Ingmar Bergman, il fondamentale I cavalieri dalle lunghe ombre di Walter Hill, la serie televisiva di culto Kung Fu e, certo, i due volumi tarantiniani di Kill Bill. Questo per sintetizzare che il nostro, figlio di cotanto padre (John Carradine, per la cronaca) ha avuto occasione di lavorare semplicemente con la crème. Ma, come ripeto, non intendo essere l'ennesimo "coccodrillaro" avvicendandomi a ciò che si è già tanto scritto e letto, e anzi vorrei piuttosto stendere un velo di rispettoso silenzio sulla tragica dipartita di Carradine.

L'attore David Carradine è stato ritrovato morto in un hotel di Bangkok, luogo in cui stava girando un film. Non bastava questa drammatica ed esaustiva notizia per farci rimanere tutti un po' più tristi. No, all'aggiunta di un dettaglio che ha voluto Carradine nudo e avviluppato collo e genitali alla fune di una tenda, oltre all'evidente ipotesi di suicidio ha dato il là a un assurdo carnevale di congetture e controcongetture, dal suicidio causato dal male di vivere (Carradine aveva in passato rilasciato dichiarazioni in merito a questa deriva), al fatto che celasse un tumore, dal finale non riuscito di un gioco autoerotico (sempre da Repubblica.it) a una vecchiaia non accettata, e via speculando.

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Scritto da Style24.it Unit
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