“Contro Santoro stiamo facendo di tutto” diceva il dg Rai Mauro Masi a Berlusconi. Ma per il Cda lavorava nell'interesse dell'azienda

Ieri mattina, leggendo gli stralci delle intercettazioni disposte dalla procura di Trani, continuavo a domandarmi: possibile che nessuno abbia ancora chiesto le dimissioni di Mauro Masi, il direttore generale della Rai che sembra avere scambiato il suo incarico con quello di factotum del principe o di censore politico.

Poi per fortuna sono arrivate le agenzie che riferivano della richiesta di dimissioni avanzate dai consiglieri di minoranza del cda Rai, Rizzo Nervo e Van Straten.

Iniziativa, ovviamente, prontamente stoppata e respinta dai colleghi berluscones con queste parole: "il Direttore Generale ha sempre operato nel pieno rispetto delle norme e della prassi aziendale, sempre nell'interesse della Rai e pertanto gli confermiamo la nostra piena fiducia. Tra l'altro, giova ricordarlo, le trasmissioni di cui si parla sono tutte andate regolarmente in onda".

Ora, va bene che ormai in questo paese siamo abituati a raccontarci le panzane più surreali, però a me non risulta che uno che parla un giorno sì e l'altro pure col presidente del Consiglio, che riceve pressioni e improperi di tutti i tipi per boicottare trasmissioni di successo mandate in onda dall'azienda di cui dovrebbe tutelare gli interessi, che trama nell'ombra per assecondare i desideri del suo padrone politico ("stiamo facendo di tutto" dice al telefono per rassicurare il Cavaliere sulla guerra a Santoro) e si vanta di aver allontanato delle persone politicamente sgradite (come l'ex direttore di Rai tre Ruffini), sia una persona che "opera nel pieno rispetto delle norme". Di quali norme parliamo, di quelle dello Zimbabwe? Tanto per citare un paese a quanto pare simpatico al professor Masi.

"Tra l'altro le trasmissioni di cui si parla sono tutte andate regolarmente in onda" concludono gli yes-man del consiglio d'amministrazione della Rai. E questa volta hanno ragione, soprattutto hanno usato il tempo verbale corretto: il passato prossimo. Perché nel presente, oggi, quelle trasmissioni, anzi quella trasmissione – ci riferiamo ovviamente ad Annozero – insieme ad altre non va più in onda. Proprio a causa di una decisione di Masi e del cda che, nonostante una sentenza del Tar, ha ribadito la cancellazione dei talk politici. Si può ancora pagare il canone ad una Rai così?

Scritto da Style24.it Unit
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