Contro Santoro diventano tutti comunisti: le polemiche (a vanvera) sui soldi della buonuscita e il tafazzismo della sinistra

Hanno incominciato i giornalisti a servizio della Real Casa Berlusconi con la solita polemichetta stantia sui soldi dell'idolo delle piazze, Michele Santoro, che predicherebbe bene e razzolerebbe male per il semplice fatto di guadagnare i soldi che gli spettano. Insomma, siamo al solito luogo comune tanto caro ai fascisti sui "comunisti" che vanno in giro in Ferrari, come se uno – per il semplice fatto di essere di sinistra – dovesse rinunciare ai frutti del proprio lavoro.

Ma questi qua non erano liberali e liberisti? Non credevano nel mercato, nella legge della domanda e dell'offerta? O vale per tutti tranne che per Santoro?

Il conduttore di Annozero in realtà, per le cifre che girano in televisione, gode di uno stipendio molto al di sotto della media, certamente rilevantissimo (parliamo di 500mila euro netti all'anno) ma di fatto fuori mercato: Bruno Vespa, che non raggiunge neppure la metà dell'audience di Santoro, intasca il triplo dei soldi, confezionando programmi – come quello di ieri – sulle diete per la prova costume, con ospiti del calibro internazionale di Rossano Rubicondi e Cristina Chiabotto. E che dire del direttore generale Mauro Masi, stipendio annuo da 700mila euro per alzare il ricevitore e farsi dettare l'agenda dal presidente (del Consiglio, non della Rai).

Riguardo alla famosa buonuscita di 2 milioni di euro che sarebbe garantita a Santoro nel caso firmasse l'accordo proposto da Masi, anche qui non c'è alcuno scandalo, come ha spiegato bene Marco Travaglio, che pure non è certo felice della chiusura del programma: "Le aziende danno degli scivoli di 36 mensilità: Santoro prende 700mila euro (lordi), moltiplicando per tre si superano i due milioni di euro".

Intanto però incredibilmente anche l'opposizione, ormai completamente priva di bussola e che pare non riesca a far di meglio che scimmiottare la demagogia berlusconiana, si mette a polemizzare sui soldi del giornalista della Rai, invece di tentare di difendere una delle pochissime oasi di libera informazione che hanno consentito in questi anni alla tv di non appiattirsi completamente sulla propaganda berlusconiana dei Vespa e dei Minzolini. Sarà il solito tafazzismo o forse a sinistra quale geniale stratega ha pensato che in fin dei conti sia meglio per tutti levarsi di torno Annozero?

Comunque altro che soldi a Santoro, qua il vero scandalo è che una trasmissione che fa il 20% di share (contro il 9 di media della rete), che ha il migliore rapporto costi-ricavi del palinsesto, sia in tutti i modi ostacolata dall'azienda che la produce, la quale ha addirittura deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza che permette al programma di andare in onda. Il ridicolo ormai in questo paese è di casa e ha da tempo oltrepassato qualsiasi fantasia.

Scritto da Style24.it Unit
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