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Commediasexi, Bonolis terzo incomodo tra Boldi e De Sica: e i blogger si dividono

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In pieno periodo di cinepanettoni, tra guerre nascoste o palesi, ecco spuntare il terzo incomodo: Commediasexi di Alessandro D'Alatri. Ma non chiamatelo cinepanettone come "Olè" con Massimo Boldi o "Natale a New York" con De Sica: "definitelo pure cinepandoro, un film natalizio per chi cerca un gusto, un sapore diverso".

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Lo dice lo stesso Alessandro D'Alatri. Protagonisti della commedia Paolo Bonolis, Elena Santarelli e Sergio Rubini.
Le correnti di pensiero – sull'argomento cinepanettone – sono differenti e opposte.

C'è chi crede che questa guerra di Natale tra registi, produttori e attori sia ridicola, e consiglia di non andare a vedere il film per uccidere definitivamente questo tipo di produzioni e chi invece – come gparker, un blogger lettore di Blogosfere – afferma: 

Trovo sbagliato accanirsi contro i cinepanettoni. Siamo tutti daccordo che non ci piacciono, non li vediamo e sono il grado zero del cinema. Inutile discutere su chi li odia di più. Mi sembra però esagerato quest'accanimento. Sarebbe molto stupido se questi film fossero prodotti senza che vi corrisponda un grande incasso, non avrebbero ragion d'esistere. Invece incassano e molto, anzi moltissimo.
Cifre straordinarie e soprattutto utili. Per una volta l'anno mettiamo nelle sale qualcosa che tutti noi (noi che andiamo al cinema tutto l'anno) disprezziamo ma che a quelli che nel cinema non vanno mai piace molto. E per una volta l'anno soddisfiamo un gusto che non è il nostro e in cambio abbiamo un incasso che fa benissimo al nostro cinema.

Mettere al bando questi film mi sembra, oltre che dannoso, anche fuorviante. Come dicevo, lo sappiamo tutti di cosa si tratta, gli abbiamo anche dato un nome apposta, cinepanettoni. Sono film onesti che ti danno quello che ti promettono, non ingannano nessuno. Nessuno paga per andarli a vedere e poi può dirsi stupito di aver visto qualcosa che non si aspettava. I film che vanno messi al bando (sempre metaforico, si intende!) sono altri. E' il cinema che si propone come alto e invece è da quattro soldi, è il cinema che si vende come arte quando ne è anni luce lontano non solo nella riuscita (anche ad Almodovar può riuscire male un film) ma soprattutto nell'approccio.

Film che veicolano un significato svilente di "opera d'arte", perchè in realtà sono banali, superficiali e non vanno più in là di quello che mostrano. I cinepanettoni non hanno nessuna aspirazione, non vogliono essere più di quello che sono.

L'analisi del blogger è veritiera, e rispecchia il pensiero di una larga fetta di pubblico. Voi cosa ne pensate?

Scritto da Style24.it Unit
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