L’Ottobre Rosa 2026 ha messo al centro la relazione tra donna e corpo, proponendo un percorso di riflessione che va oltre i sintomi visibili della malattia. In una giornata dedicata al tema “Bella. Riscoprirsi nel cambiamento”, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Dino Amadori” di Meldola ha accolto pazienti, medici e professionisti per parlare di percezione del corpo durante e dopo le cure oncologiche.
Il dialogo sul corpo dopo il cancro a Meldola
La mattinata è iniziata con l’intervento del professor Antonino Musolino, direttore scientifico dell’istituto, che ha evidenziato come le cicatrici, l’alopecia e le variazioni di peso possano far sentire estranei i propri corpi. Gli oncologi Chiara Casadei, Alberto Farolfi, Michela Palleschi e Samanta Sarti hanno sottolineato l’importanza di un approccio multidisciplinare, dove psicologia, estetica e medicina si intrecciano per supportare la rinascita dell’identità. Tra i relatori, la psico-oncologa Tatiana Bertelli ha raccontato casi concreti di pazienti che, grazie a semplici esercizi di auto-osservazione, hanno ricostruito un nuovo rapporto con sé stesse.
Estetica e cura: il ruolo del make-up e della pelle
Apollonia Tolo, make-up artist, ha dimostrato dal vivo come il trucco possa diventare uno strumento di autostima, non solo di mascheramento. L’estetista Elisabetta Endrizzi ha poi illustrato tecniche di cura della pelle post-radioterapia, evidenziando l’uso di prodotti ipoallergenici e massaggi linfodrenanti. La giornata si è conclusa con un laboratorio pratico, in cui le partecipanti hanno sperimentato nuovi rituali di bellezza, sperimentando un equilibrio tra aspetto esteriore e benessere interno.



